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- HEBI (CINA) - Sabato 12 Settembre 2026
Cina, il Ni Gugu rinasce nei villaggi dello Henan: l’antica argilla che suona diventa motore di sviluppo
Nel villaggio di Xiyangqitun, l'arte del Ni Gugu unisce tradizione e innovazione, creando opportunità economiche e culturali per la comunità locale.
di Redazione
Ci sono tradizioni che sopravvivono nei musei e altre che continuano a vivere nelle mani di chi le pratica. Nel villaggio di Xiyangqitun, nella contea di Xunxian, città di Hebi, nella provincia centrale cinese dello Henan, l'argilla continua a essere modellata secondo un'antica arte popolare che oggi sta trovando una nuova dimensione economica e culturale.
È quella del “Ni Gugu”, piccole e caratteristiche sculture in argilla che non sono soltanto oggetti decorativi: al loro interno nascondono infatti un particolare meccanismo che permette loro di emettere un suono quando vi si soffia dentro. Una sorta di incontro tra scultura popolare e strumento musicale, tramandato nel territorio di Xunxian attraverso generazioni di artigiani.
Nel 2006 questa espressione della cultura tradizionale è stata inserita nella lista nazionale cinese del patrimonio culturale immateriale, ottenendo un riconoscimento che ne ha favorito la tutela e la valorizzazione.
Ma la storia più interessante è probabilmente quella che si sta scrivendo oggi.
A Xiyangqitun la conservazione dell'antico sapere artigianale è diventata infatti anche un'opportunità di sviluppo per la comunità locale. Attorno alla produzione dei Ni Gugu è cresciuta progressivamente una vera filiera che comprende laboratori, attività didattiche e visite di studio, commercio elettronico e turismo rurale.
L'artigianato, dunque, non viene considerato soltanto come testimonianza del passato, ma come una risorsa capace di generare nuove occasioni economiche e di rafforzare l'identità del territorio.
Nei laboratori del villaggio il processo produttivo conserva ancora una forte componente manuale. L'argilla viene lavorata e trasformata nelle caratteristiche figure, spesso contraddistinte da forme vivaci e dalla tradizione iconografica locale. Ogni pezzo porta con sé la manualità dell'artigiano e un patrimonio di conoscenze che difficilmente potrebbe essere sostituito dalla produzione industriale.
Tra i protagonisti di questa opera di trasmissione culturale figura Yang Yubing, erede della tradizione del Ni Gugu di Xunxian riconosciuta come patrimonio culturale immateriale nazionale. Il gesto di soffiare in una delle caratteristiche ocarine di argilla restituisce immediatamente il senso di questa particolare arte: un oggetto apparentemente semplice prende vita attraverso il suono.
È proprio questa capacità di trasformare una tradizione locale in esperienza ad aver contribuito alla sua nuova popolarità.
Visitatori e studenti possono osservare gli artigiani al lavoro, conoscere le diverse fasi della produzione e avvicinarsi direttamente a una pratica che per secoli è appartenuta soprattutto alla vita quotidiana delle comunità locali. Parallelamente, l'e-commerce ha consentito ai prodotti di superare i confini geografici del villaggio e raggiungere un pubblico molto più ampio.
Il caso di Xiyangqitun racconta così anche una Cina rurale meno conosciuta, dove la modernizzazione non passa necessariamente dalla cancellazione delle tradizioni. Al contrario, proprio un'antica espressione della cultura popolare può diventare uno strumento per creare occupazione, attirare visitatori e costruire nuove opportunità economiche.
Tra argilla, colori e piccoli suoni, il Ni Gugu continua così il suo viaggio attraverso il tempo. Nato dalla cultura popolare di Xunxian, oggi non rappresenta soltanto una memoria da proteggere, ma un patrimonio vivo capace di parlare al presente.
E in un'epoca dominata dalla produzione in serie, forse è proprio questo il suo fascino più grande: ricordare che dietro un piccolo oggetto fatto a mano possono esserci la storia, l'identità e persino il futuro di un'intera comunità.
Foto: Xinhua
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