Cinema, Sangiuliano: "Film nelle sale almeno 105 giorni prima della distribuzione sulle piattaforme"
"Questa finestra temporale riguarda esclusivamente le opere di nazionalità italiana che hanno avuto accesso ai benefici previsti dalla legge sul cinema, ma tuteleremo anche le imprese che già hanno messo sul mercato i loro film".
(Prima Notizia 24)
Mercoledì 12 Aprile 2023
Roma - 12 apr 2023 (Prima Notizia 24)
"Questa finestra temporale riguarda esclusivamente le opere di nazionalità italiana che hanno avuto accesso ai benefici previsti dalla legge sul cinema, ma tuteleremo anche le imprese che già hanno messo sul mercato i loro film".
"Sul tema delle finestre temporali, cioè il lasso di tempo minimo che deve trascorrere tra la proiezione nelle sale e la distribuzione sulle piattaforme digitali, io ritengo congruo il limite dei 105 giorni.

Il termine è tornato ad essere di 105 giorni in forza di quanto previsto dal decreto ministeriale 531 del 29 novembre 2018 a firma dell'ex ministro Alberto Bonisoli.

La decretazione successiva adottata durante l'emergenza pandemica aveva ridotto il termine a 30 giorni. Fu firmata dal ministro Franceschini ma annullata dal Tar per contrasto con legge 220 del 2016 perché emanato senza il prescritto parere del Consiglio superiore del Cinema e dell'Audiovisivo.

Occorre precisare che questa finestra temporale riguarda esclusivamente le opere di nazionalità italiana che hanno avuto accesso ai benefici previsti dalla legge sul cinema, ma tuteleremo anche le imprese che già hanno messo sul mercato i loro film.

È intenzione di questo governo promuovere un intervento organico che fissi per tutti i film italiani e stranieri un periodo di permanenza in sala non superiore ai 105 giorni, fatta slava la possibilità di deroga sulla base di alcune peculiarità di alcune tipologie di opera".

Così, durante il Question Time alla Camera, il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.

All'intervento del Ministro ha replicato la deputata di Italia Viva, Valentina Grippo: "Non siamo soddisfatti perché è noto che il sistema delle finestre cinematografiche, presente in maniera massiccia solo in Francia, ha dimostrato di non essere efficace. Se pensiamo di ampliare la platea, questo avrà come banale effetto quello di non portare gli investimenti in Italia. Ci saremmo aspettati un piano che utilizzasse anche l'investimento del Pnrr per riammodernare le sale, un elemento molto più direttamente connesso alla volontà delle persone di fruire delle sale", ha detto.

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