Contratto di Servizio Rai, il via libera della Commissione Parlamentare di Vigilanza
3 ottobre 2023, data storica dunque per il Contratto di Servizio Rai 2023-2028. E’ il giorno in cui viene dato il via libera della Commissione di Vigilanza Rai al parere sul contratto di servizio.
di Pino Nano
Lunedì 09 Ottobre 2023
Roma - 09 ott 2023 (Prima Notizia 24)
3 ottobre 2023, data storica dunque per il Contratto di Servizio Rai 2023-2028. E’ il giorno in cui viene dato il via libera della Commissione di Vigilanza Rai al parere sul contratto di servizio.

“Bene il via libera a larga maggioranza della Commissione di Vigilanza Rai, con il voto favorevole di una parte significativa dell’opposizione, al parere sul contratto di servizio Rai. Un confronto costruttivo tra le forze politiche che rafforza il Servizio Pubblico con un contratto di servizio credibile, sostenibile, inclusivo e responsabile”.

Questo il commento a caldo del ministro Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, senatore di Fratelli d’Italia,sul via libera che la Commissione Parlamentare di Vigilanza sulla RAI ha dato il 3 ottobre scorso al Contratto di servizio RAI.

3 ottobre 2023, data storica dunque per il Contratto di Servizio RAI 2023-2028. E’ il giorno in cui viene dato il via libera della Commissione di Vigilanza Rai al parere sul contratto di servizio.

L’opposizione si è spaccata sul testo messo a punto dal relatore di maggioranza, Maurizio Lupi. Ha votato a favore, oltre ai partiti di maggioranza, il Movimento 5 Stelle. Contrari il PdItalia VivaVerdi e SinistraAzione si è astenuta. Ora la palla passa al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, per arrivare poi alla stesura finale con Viale Mazzini.

“Stupisce, dopo mesi di dialogo costruttivo, di audizioni, e dopo aver recepito quasi cinquanta emendamenti delle opposizioni, il voto contrario del Pd” commenta il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi relatore del provvedimento- Una decisione evidentemente dettata dall’interesse politico di dipingere la Rai per quello che non è e che svela la vera natura di un partito ormai votato solo all’opposizione ideologica, per la quale è disposto a sacrificare l’interesse collettivo”

Maurizio Lupi non ha nessun dubbio: “Il parere espresso dalla Vigilanza, anche con il voto favorevole di M5s e l’astensione di Azione, è un segnale importante che rafforza la missione della Rai come servizio pubblico e che permette alla più grande industria culturale del Paese di affrontare le sfide del futuro”.

Nei fatti- sostiene il leader di Noi-Moderati Il piano declina in maniera chiara cosa significa il servizio pubblico e rafforza le funzioni di indirizzo e controllo della Vigilanza, e di conseguenza anche il ruolo del Parlamento.

“Dal pluralismo culturale alla verifica delle fonti, ai principi dell’imparzialità ed al rispetto dei valori costituzionali, della libertà e dignità della persona contro ogni forma di violenza e discriminazione fondata su motivazioni etniche, religiose e sessuali, alla promozione del contrasto alla violenza di genere. Rafforza e sviluppa il digitale e l’educazione al suo uso, rafforza il giornalismo d’inchiesta, l’informazione territoriale e quella parlamentare, accresce l’attenzione al sociale ed alla sostenibilità”.

45 pagine in tutto, 25 articoli e un allegato finale, questo in sintesi il Contratto di Servizio in cui si delinea la nuova RAI o, meglio, l’impegno della RAI per i prossimi 5 anni rispetto al paese e ai cittadini che pagano il canone.

Tra i suoi obiettivi ci sono infatti “la necessità di ridefinire la missione del servizio pubblico, in una prospettiva pluriennale, alla luce delle esigenze del cittadino utente secondo i principi della rilevanza, inclusività, sostenibilità, responsabilità credibilità affidabilità”, con particolare riguardo alle sfide della transizione digitale ed ambientale del Paese; assicurare una maggiore massima cogenza degli obblighi assunti nel contratto di servizio, in particolare attraverso l’introduzione di obiettivi misurabili e la relativa pubblicazione periodica, nonché potenziando le modalità, gli strumenti e gli organi di verifica dell’attuazione dei suddetti obiettivi.

L’art.2 indica la strada maestra:  “La Rai deve assicurare ai cittadini utenti un’offerta complessiva di servizio pubblico rilevante, ossia di valore e di qualità per il benessere e la vita degli utenti e per la coesione sociale, inclusiva, ossia accessibile a tutti, non discriminatoria e attenta ai bisogni di ognuno, sostenibile e innovativa, perché promuove la sensibilità ambientale, sociale e le competenze digitali, responsabile nei suoi contenuti editoriali, anche in quelli di intrattenimento e credibile affidabile nella sua informazione e nel suo rapporto con il cittadino utente”.

Non solo, ma l’offerta di servizio pubblico “deve essere improntata ai valori costituzionali e ai principi di imparzialità, indipendenza, pluralismo, completezza, correttezza, obiettività, legalità, al rispetto della dignità della persona umana, delle diversità, e della persona, della convivenza civile, della proprietà intellettuale e al contrasto di ogni forma di violenza, discriminazione e discorsi d’odio”.

In base al Contratto di servizio appena trasmesso al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, spetterà alla RAI “accelerare la trasformazione in digital media company, anche attraverso lo sviluppo delle piattaforme digitali; accrescere la qualità dell’informazione secondo criteri di completezza, correttezza, equilibrio, responsabilità, imparzialità, verifica delle fonti, indipendenza e pluralismo; attrarre e fidelizzare il pubblico più giovane; assicurare il valore formativo ed educativo, con particolare attenzione all’infanzia e all’adolescenza; promuovere l’Italia nel mondo, diffondendo i valori culturali e civili dell’Italia e dell’Unione europea”.

Una vera e propria mission sociale che non si ferma qui. La RAI dovrà anche “diffondere e incoraggiare lo sport e gli stili di vita sani e responsabili, valorizzandone gli aspetti di inclusività sociale, nonché promuovere la diffusione di un modello nutrizionale sano quale la dieta mediterranea; accrescere le competenze del pubblico in relazione alle nuove sfide della transizione ambientale e digitale; sensibilizzare e accrescere le conoscenze scientifiche attraverso una informazione puntuale e continuativa sulle cause, gli effetti e le soluzioni ai cambiamenti climatici in atto e alla perdita di biodiversità; assicurare un rafforzamento degli obblighi di accessibilità, inclusività e fruibilità”.

E’ l’art.3 del Contratto che spiega meglio poi come “La Rai deve dotarsi, pertanto, di una strategia di digitalizzazione complessiva al fine di migliorare i modelli produttivi, le strategie distributive e investire sul miglioramento delle professionalità per adeguarle alle sfide del mondo digitale, per migliorare la qualità dei prodotti, dei contenuti informativi e dei servizi offerti ed aumentare l’efficienza dei processi tanto dal lato dell’offerta quanto dal lato della domanda così da arrivare all’obiettivo di una completa digitalizzazione”.

Insomma, il futuro è già a portata di mano.

Altro passaggio importante del nuovo Contratto di Servizio è il rafforzamento dell'informazione regionale.

“La Rai – spiega il Contratto di Servizio-assicura l’informazione pubblica, nazionale, nonché regionale anche a livello territoriale, attraverso la presenza in ciascuna Regione o Provincia autonoma di proprie redazioni, interagendo con le realtà culturali, sociali e produttive dei territori. La Rai, adottando ogni opportuna misura organizzativa, valorizza le sedi regionali, il racconto all’interno dell’informazione regionale delle diverse realtà sociali, economiche e culturali provinciali e i centri di produzione di Roma, Milano, Napoli e Torino, anche per salvaguardare l’informazione e l’approfondimento culturale nelle realtà locali e contrastare gli svantaggi connessi all’insularità”.


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