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Food & Agroalimentare

  • Prima Notizia 24
  • Roma - Lunedì 2 Novembre 2026, 12:20

Crea, l'agroalimentare italiano tiene nel secondo trimestre 2026: cresce l'export, Pil +0,2%

I dati del bollettino CreAgritrend evidenziano l'aumento delle vendite esteri per lattiero-caseario e carni preparate. Sentiment favorevole nel settore e consumatori attenti alla qualità del vino.

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L'economia italiana conferma un andamento espansivo nel secondo trimestre del 2026, con il Pil in aumento dello 0,2% su base congiunturale e dell'1% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Secondo la fotografia scattata dal bollettino trimestrale CREAgritrend, elaborato dal Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia del CREA, dal lato dell'offerta si è registrata una lieve flessione congiunturale per l'agricoltura (-0,2%) e l'industria (-0,5%), compensata dalla crescita dei servizi (+0,4%).

Su base tendenziale, invece, tutti i comparti hanno chiuso in positivo, con l'agricoltura a +0,4%, l'industria a +0,5% e i servizi a +1,1%, supportati dal trend favorevole dei consumi interni (+0,3%), degli investimenti fissi lordi (+0,3%) e della spesa delle famiglie per beni durevoli (+0,9%).

Nello specifico del comparto agroalimentare, la produzione dell'industria alimentare è rimasta sostanzialmente stabile nel confronto anno su anno (+0,1%), mentre il settore delle bevande ha segnato un progresso del 4%.

Sul fronte del fatturato, l'industria alimentare ha subito un calo complessivo del 4,7%, determinato dal ridimensionamento della domanda interna (-6,5%) a fronte di una tenuta dei mercati esteri (+3%). Flessione contenuta per il fatturato delle bevande (-2,7%), condizionato soprattutto dal calo delle vendite oltreconfine (-7,8%).

Dinamiche positive si riscontrano negli scambi commerciali con l'estero, dove le esportazioni agroalimentari sono tornate a crescere dell'1,9% dopo la battuta d'arresto del primo trimestre, sostenute dal calo delle importazioni (-1,6%).

A guidare l'export sono stati i prodotti lattiero-caseari (+2,7%), le carni preparate (+2,9%) e i derivati dei cereali (+2,1%), che hanno compensato i passi indietro registrati da vino (-3%), prodotti dolciari (-6%) e olio d'oliva (-15%).

Tra i principali mercati di destinazione avanzano le vendite verso Francia (+1,5%), Regno Unito (+2,7%) e Svizzera (+2,1%), a fronte di una contrazione in Germania (-1,9%) e negli Stati Uniti (-2,9%).

Sul versante degli approvvigionamenti, la Spagna si conferma primo fornitore dell'Italia, con acquisti in aumento di prodotti ittici (+6,8%) e oli (+4,4%) e un calo per carni fresche, latticini, cacao e caffè greggio.

La rilevazione del clima di fiducia sul web condotta tra giugno e settembre evidenzia una prevalenza di giudizi positivi verso il settore, pari al 64% delle opinioni analizzate (+2,6% rispetto al trimestre precedente).

Infine, il focus dedicato al consumo di vino rivela che il 94,4% del campione di oltre mille intervistati consuma la bevanda almeno occasionalmente: l'acquisto è guidato dal gusto per l'82% dei consumatori e dalla denominazione d'origine per il 73,7%, con oltre il 41% del campione disposto a spendere più di 20 euro per una bottiglia a testimonianza di una crescente attenzione alla qualità e al legame con il territorio.

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