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  • Roma - Lunedì 2 Novembre 2026, 15:25

Crisi di governo in Belgio: dimissioni per il premier Bart De Wever dopo lo stallo sulla manovra

La coalizione "Arizona" si spacca sul piano da 10 miliardi per il risanamento del deficit. Il re Filippo I avvia le consultazioni con i leader di maggioranza.

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Grave crisi politica in Belgio, dove il primo ministro Bart De Wever si è dimesso a seguito del fallimento dei negoziati sulla legge di Bilancio 2027. La decisione è giunta al termine di un vertice notturno del consiglio dei ministri ristretto, incapace di trovare un'intesa sulle misure per garantire un risanamento da 10 miliardi di euro entro il 2029.

L'annuncio ufficiale è arrivato dal Palazzo reale: "Il re Filippo I ha ricevuto Bart De Wever in udienza. Il primo ministro ha rassegnato le dimissioni a seguito del fallimento dei negoziati sul bilancio.

Il re si riserva di prendere una decisione e, a partire da domani, avvierà una serie di consultazioni con i leader dei partiti di maggioranza".

La nota della Casa reale esprime profonda preoccupazione per l'andamento delle trattative: "Il re si rammarica che non sia stato raggiunto alcun accordo su un bilancio credibile e adeguato alle sfide attuali. In un contesto caratterizzato da grande incertezza geopolitica e da notevoli difficoltà economiche, il Paese non può permettersi una crisi politica prolungata".

A paralizzare la compagine di governo, nota come coalizione "Arizona", sono state le distanze insuperabili tra l'ala liberal-conservatrice e quella centro-sinistra. Per il partito liberale Mouvement Réformateur, rappresentato dal vice primo ministro David Clarinval, "il volume di tasse sul tavolo resta decisamente troppo elevato".

Sempre secondo Clarinval, "rifiutarsi di attuare riforme concrete per ridurre la spesa pubblica condanna il Paese ad accumulare un deficit sempre maggiore, che le imposte non sono più in grado di colmare".

Diametralmente opposta la linea dei socialisti di Vooruit e dei centristi di Les Engagés, orientati a richiedere un apporto fiscale più cospicuo ai ceti più abbienti. In mezzo alle tensioni, i Cristiano-Democratici fiamminghi del CD&V lanciano un appello alla responsabilità nel tentativo di evitare il vuoto di potere: "Il nostro Paese non ha tempo da perdere. Tutti i partner devono rendersi conto della gravità della situazione e riprendere le discussioni al più presto. Un'eventuale crisi di governo non risolverebbe alcun problema; al contrario, rischierebbe di crearne di nuovi".

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