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  • Roma - Martedì 23 Giugno 2026

Social media, monito di Mattarella: "C'è la tentazione politica di utilizzarli a scopo di propaganda"

Il Presidente critica l'approccio della politica ai social media, auspicando un dialogo autentico e un ascolto attivo delle nuove generazioni.

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I canali telematici e le modalità con cui la classe politica si relaziona con le nuove tecnologie rimangono al centro delle riflessioni del Quirinale, questa volta attraverso un'inedita cornice mediatica.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha scelto la platea digitale di Instagram per fare il punto della situazione, concedendo un'intervista all'influencer Chiara Piotto focalizzata proprio sul linguaggio dei nuovi media e sulle loro ricadute nei processi democratici.

Nel corso della conversazione, il vertice delle istituzioni nazionali ha espresso forti perplessità sulla reale consapevolezza dimostrata dai leader nell'approcciarsi a tali strumenti, evidenziando una diffusa immaturità di fondo. “La mia impressione è che la politica, non solo in Italia, non abbia ancora elaborato un rapporto maturo, adeguato con questi mezzi di comunicazione”, ha rilevato il Presidente.

I rilievi presidenziali si sono concentrati sui limiti strutturali intrinseci alle moderne applicazioni multimediali. Secondo l'analisi di Mattarella, la forte sintesi imposta dai formati digitali finisce per penalizzare il ragionamento complesso, spingendo gli attori pubblici verso slogan dogmatici e posizioni radicali che escludono a priori il dibattito con la controparte. “La tentazione di adoperarli come mezzi pervasivi di propaganda prevale sulla possibilità di farne veicoli di colloquio, di dialogo – ha osservato Mattarella -. Inoltre la dimensione ristretta dei messaggi che possono essere collocati accentua negli operatori politici la spinta all’assertività e alla radicalizzazione delle posizioni più che la capacità di vederli come occasioni di incontro. La propaganda a senso unico non è adatta al confronto anzi ne rifugge. Credo che avrebbero molto da guadagnare se sui social ricercassero e offrissero occasioni di ascolto soprattutto nei confronti dei giovani”.

Per superare questa fase di stallo e di puro monologo virtuale, la strada indicata dal Quirinale richiede un totale capovolgimento nell'uso dei profili istituzionali e politici. L'ecosistema della rete, secondo il Capo dello Stato, non deve più essere ridotto a un mero amplificatore di messaggi calati dall'alto per scopi elettorali, ma deve trasformarsi in un laboratorio di ascolto attivo, capace di intercettare le reali necessità della cittadinanza e di aprire una linea di discussione autentica con le nuove generazioni.

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