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  • Roma - Lunedì 15 Giugno 2026

Difesa, Crosetto incontra Hegseth: "Non ci sono alternative al rapporto atlantico, saremo sempre al fianco degli Usa"

Il segretario alla Guerra statunitense elogia la leadership internazionale del governo Meloni, ringrazia l'Italia per l'ospitalità logistica concessa alle truppe americane e traccia le linee guida industriali per la nascita della "Nato 3.0".

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Il consolidamento dei legami militari e strategici tra le due sponde dell'Atlantico si arricchisce di un nuovo, fondamentale tassello operativo in coincidenza con i mutati scenari della governance globale.

Nel corso di un vertice ufficiale con il segretario alla Guerra degli Stati Uniti, Pete Hegseth, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha riaffermato la centralità del posizionamento geopolitico dell'Italia, escludendo cambi di rotta e blindando la storica cooperazione con la Casa Bianca sia in sede multilaterale sia nei rapporti diretti: “Non c’è alternativa al rapporto Atlantico. Per questo il nostro ruolo all’interno della Nato, così come nel quadro bilaterale, sarà sempre quello di essere al fianco degli Stati Uniti e degli altri Stati alleati. Il rapporto con gli Stati Uniti per noi è un rapporto politico, è un rapporto di valori, è un rapporto di condivisione di storie ed è anche un rapporto di condivisione rispetto a ciò che vogliamo fare in Italia. Un’Europa forte è necessaria perché la Nato sia più forte e perché possa occuparsi delle sfide globali”, ha dichiarato Crosetto. 

Il capo della Difesa italiana ha espresso formale gratitudine verso il nuovo corso della presidenza guidata da Donald Trump, riconoscendo all'esecutivo statunitense il merito di aver impresso una svolta psicologica e finanziaria ai partner del Vecchio Continente, spingendoli a una maggiore responsabilizzazione nelle spese per la sicurezza collettiva.

Crosetto ha rimarcato l'adesione italiana ai nuovi standard di contribuzione interna, finalizzati a un bilanciamento dei costi tra i membri della coalizione: “Per la spinta che ha dato all’Europa ad assumersi sulle spalle il peso di una difesa che non poteva più essere rimandato oltre. L’Italia si è resa disponibile anche di fronte alle nuove richieste di un ulteriore impegno all’interno della Nato, proprio per fare in modo che il peso sia ripartito in modo uguale tra tutti i Paesi che compongono l’Alleanza. Quindi ringrazio gli Stati Uniti, ringrazio questa amministrazione. È un passaggio cruciale per l’Europa, è un passaggio epocale”.

Dal canto suo, il capo del Pentagono Hegseth ha tributato un esplicito encomio all'azione diplomatica condotta dalla presidenza del Consiglio italiana, evidenziandone il peso crescente nelle decisioni relative ai contingenti europei. Il segretario statunitense ha manifestato apprezzamento per il supporto logistico garantito ai reparti americani di stanza nella penisola e per la proiezione operativa dell'Italia nei quadranti a elevata criticità commerciale: “Il crescente ruolo di leadership dell’Italia nella difesa europea è dovuto in gran parte all’impegno del primo ministro Giorgia Meloni. Siamo particolarmente grati per il sostegno costante che il vostro governo e il popolo italiano dimostrano nell’ospitare le forze statunitensi in Italia, nell’ambito di una partnership di lunga data. Ne è una prova la vostra leadership nel gruppo tattico multinazionale della Nato in Bulgaria e la vostra disponibilità a operare in teatri in cui l’Italia ha interessi economici e di sicurezza rilevanti”.

In conclusione dell'incontro, Hegseth ha illustrato i parametri della profonda ristrutturazione industriale e della dottrina militare che attende l'Alleanza Atlantica per modernizzare le capacità di deterrenza e massimizzare i volumi di produzione bellica congiunta, invitando i partner a incrementare i bilanci nazionali: “Siamo lieti di poter collaborare con voi. Siete stati partner solidi fin da quando ho iniziato a partecipare ai lavori della Nato. I nostri alleati devono dotare le proprie forze armate delle risorse necessarie per affrontare le sfide a testa alta; ciò significa riequilibrare la nostra alleanza per concentrarci sulle missioni fondamentali della Nato legate al combattimento e impegnarsi a fondo nella ‘Nato 3.0’: costruire forze credibili in combattimento, potenziare las capacità e accelerare lo sviluppo delle nostre basi industriali per la difesa condivise”.

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