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  • Roma - Lunedì 15 Giugno 2026

Mercato energetico, netta correzione al ribasso per il petrolio: il Wti scende sotto gli 80 dollari, prima volta da oltre tre mesi

Il barile di qualità texana scivola sotto i minimi dall'inizio di marzo, mentre il riferimento del Mare del Nord si attesta poco sopra gli 82 dollari, riflettendo le aspettative degli operatori per una distensione diplomatica tra Washington e Teheran.

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La seduta finanziaria odierna fa registrare un deciso scuotimento sul fronte delle materie prime, invertendo la tendenza dei mesi precedenti e spingendo i principali indicatori energetici verso minimi che non si registravano dall'inizio della stagione primaverile.

Mentre nel corso del pomeriggio l'andamento positivo dei mercati azionari del Vecchio Continente tende progressivamente a esaurirsi, il trend ribassista del comparto petrolifero prende ulteriore vigore. La flessione ha assunto dimensioni tali da spingere il West Texas Intermediate a violare la barriera psicologica degli 80 dollari per barile, un evento che non si verificava da oltre novanta giorni.

Nello specifico, il valore del greggio di riferimento statunitense subisce una contrazione vicina ai sei punti percentuali, attestandosi a quota 79,89 dollari e toccando il punto più basso dal 3 marzo scorso.

Una dinamica speculare interessa il Brent, il barile del Mare del Nord preso come parametro per il mercato europeo, che cede oltre il 5,5% posizionandosi a 82,49 dollari. Questa marcata inversione di rotta per i prezzi dell'energia ha radici nella seconda parte della scorsa settimana, quando gli investitori hanno iniziato a intravedere spiragli concreti per una risoluzione delle tensioni internazionali nel Golfo Persico.

I flussi di vendita sul mercato dei contratti a termine si sono intensificati a seguito delle notizie riguardanti i progressi nei negoziati tra le diplomazie di Stati Uniti e Iran, un fattore che ha notevolmente ridotto il premio di rischio geopolitico legato alle forniture globali. Le vendite sono poi riprese in maniera ancora più massiccia con l'apertura delle contrattazioni odierne, spinte dalla concreta prospettiva di un pieno ripristino della libera navigazione e del transito delle petroliere all'interno dello Stretto di Hormuz entro i prossimi giorni.

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