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  • Torino - Sabato 5 Settembre 2026

Difterite: gli esperti ricordano l'importanza di mantenere alte le coperture vaccinali

La malattia infettiva causa danni a cuore e sistema nervoso. In Piemonte la copertura nei nati nel 2023 ha raggiunto il 95,7% superando la soglia ministeriale.

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I recenti fatti di cronaca hanno riportato l'attenzione sulla difterite, patologia infettiva oggi divenuta molto rara in Italia e in Europa grazie alle campagne di immunizzazione degli ultimi decenni, ma non ancora del tutto sradicata.

Gli esperti sottolineano come la ridotta circolazione del batterio sia il risultato diretto degli elevati livelli di immunizzazione raggiunti, rimarcando l'importanza di mantenere alta l'adesione alle somministrazioni per proteggere la popolazione, in particolare i bambini e i soggetti più fragili.

La difterite è una patologia infettiva provocata dal batterio Corynebacterium diphtheriae. Alcuni ceppi batterici producono una tossina in grado di diffondersi nell'organismo, causando gravi lesioni a organi vitali come cuore e sistema nervoso. Il contagio avviene principalmente per via aerea tramite le goccioline respiratorie emesse con colpi di tosse e starnuti da soggetti infetti oppure, nelle manifestazioni cutanee, mediante contatto diretto con le lesioni della pelle.

La trasmissione può verificarsi anche da parte di portatori asintomatici. Dopo un periodo di incubazione di 2-5 giorni, la malattia si presenta con mal di gola, febbre moderata, astenia e tumefazione dei linfonodi del collo. Segno patognomónico è la formazione di una membrana grigiastra su gola e tonsille che rischia di ostruire le vie respiratorie e ostacolare la deglutizione.

Il pericolo maggiore è rappresentato dalla tossina ematica, che può provocare complicanze severe quali miocardite, aritmie, insufficienza cardiaca e lesioni neurologiche, con esiti fatali nelle persone non vaccinate.

Sul fronte terapeutico, la patologia richiede un intervento tempestivo e specifico. Benché gli antibiotici siano indispensabili per eliminare il batterio, essi non bloccano l'azione della tossina già circolante.

La profilassi vaccinale resta dunque lo strumento di protezione più efficace: la somministrazione utilizza l'anatossina difterica resa innocua, capace di stimolare la risposta anticorpale senza sviluppare la malattia.

In Italia il vaccino viene somministrato ai neonati all'interno dell'esavalente (insieme a tetano, pertosse, poliomielite, epatite B ed Haemophilus influenzae di tipo B), con successivi richiami in età scolare, nell'adolescenza e a cadenza decennale in età adulta.

In Piemonte le coperture vaccinali per l'infanzia si attestano su livelli elevati, fattore determinante per limitare la circolazione dell'infezione e proteggere chi non può sottoporsi alla somministrazione per motivi clinici.

A fronte di una soglia ottimale indicata dal Ministero della Salute pari al 95% a 24 mesi di età, i dati regionali indicano che a fine 2024 la copertura per i nati nel 2022 ha raggiunto il 95,05%, mentre a fine 2025 il dato per i nati nel 2023 è salito al 95,7%.

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