Il governo guidato da Giorgia Meloni "si è inventato un decreto di due articoli, detto 'Sulla gestione dei flussi immigratori' che è semplicemente un decreto sui 'naufragi' e di criminalizzazione operativa delle Ong.
Una bandierina da sventolare come il decreto Rave, per dire: 'Abbiamo fatto qualche cosa'. Un decreto che arriva a febbraio, quando i dati del Viminale non segnalano un aumento particolarmente elevato di sbarchi rispetto allo stesso periodo del 2022 e quindi non tale da giustificare l'urgenza di un decreto legge.
Un provvedimento che, non ancora convertito in legge, è stato già contestato dal Consiglio d'Europa, che ne ha chiesto il ritiro.
A differenza di Draghi, la presidente Meloni si è ben guardata dal porre il tema di Dublino e della redistribuzione obbligatoria tra i Paesi Ue di chi ha diritto d'asilo, per non urtare le relazioni con i suoi amici sovranisti dell'Est Europa, disponibili ad accogliere solo migranti in base al colore di occhi, pelle e capelli. Noi non facciamo differenze. E' la legge della vita contro quella della morte".
A dichiararlo è il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut, durante il suo intervento alla Camera, in cui esprime il no dei dem al Dl Ong.
"La ricetta della destra - ha aggiunto il parlamentare - è girarsi dall'altra parte. 'Se non possiamo fare un blocco navale, che muoiano in mare'. Così è scritto in questo decreto immodificabile da approvare con la fiducia. Colpite le Ong, identificate come l'ostacolo principale a questo irresponsabile e folle schema.
Nonostante i numeri raccontino che il contributo delle Ong al salvataggio arrivi intorno al 10 per cento. Le norme di questo decreto violano i principi del soccorso in mare, del Codice della navigazione, delle convenzioni internazionali, della Carta costituzionale", conclude.
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