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  • Roma - Lunedì 7 Settembre 2026

Duma, sul voto in Russia si allunga l’ombra dei prediction markets americani

 Su Polymarket Russia Unita resta il favorito assoluto, ma dopo l’esclusione di Yabloko dalla corsa elettorale è Gente Nuova a guadagnare terreno tra gli scommettitori. E dietro le quotazioni riemergono gli interessi della famiglia Trump nel settore

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di Nico Marino

La febbre delle scommesse online ha raggiunto anche la Duma di Stato russa, chiamata al rinnovo entro fine settembre. L’interesse per l’appuntamento elettorale, in questo caso, va oltre il gioco d’azzardo: i prediction markets, le piattaforme su cui si scommette sull’esito di eventi reali, si basano sulle valutazioni di investitori abituati a incorporare in tempo reale ogni variazione di rischio, e riescono spesso a intercettare trend e cambi di umore nell’opinione pubblica con una tempestività superiore a quella dei sondaggi tradizionali.

Polymarket, la piattaforma statunitense a esiti binari - e ancora inibita in Italia dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli perché priva di concessione - ha aperto da settimane un mercato dedicato a quale partito russo otterrà il maggior incremento di seggi rispetto alla legislatura uscente. Se la vittoria di Russia Unita, la formazione di governo, resta l’ipotesi nettamente favorita, con una probabilità implicita del 69%, nell’ultima settimana si è registrata l’ascesa di Gente Nuova (Novye Ljudi), salita al 26%.

 A innescare il riassetto è stata la clamorosa esclusione dalla corsa elettorale della forza di opposizione liberale Yabloko, sancita dalla Corte Suprema russa lo scorso 10 agosto. Le rilevazioni degli istituti demoscopici statali FOM (Fondazione per l’Opinione Pubblica) e VCIOM (Centro panrusso per lo studio dell’opinione pubblica) mostrano come il vuoto lasciato da Yabloko stia provocando un travaso di consensi verso altre forze.

A fronte di un calo registrato dai partiti tradizionali e della crescita di indecisi e astensionismo, Gente Nuova è passata nei sondaggi dall’8% al 10,4%. Secondo alcuni osservatori politici russi, tra cui Konstantin Kalachev e Mikhail Vinogradov, il movimento si propone all’elettorato rimasto orfano di Yabloko come un’alternativa moderata, dall’«estetica meno respingente». Di segno opposto la posizione dei vertici della stessa Yabloko, come il presidente Nikolaj Rybakov e il leader moscovita Kirill Goncharov, che respingono con fermezza ogni ipotesi di convergenza, parlando apertamente di una «trappola» elettorale. Diverso il tono dell’ufficio stampa di Gente Nuova, che rivendica invece una condivisione con Yabloko sulle battaglie per i diritti della persona.

 Sul piano puramente speculativo, scommettere sul successo di Russia Unita resta oggi l’opzione più prudente: su Polymarket chi investisse 100 dollari sul partito di governo alla quotazione attuale di 69 centesimi otterrebbe, in caso di vittoria (cioè se risultasse il partito con il maggior incremento di seggi), un incasso complessivo di 144,92 dollari.

Ben più rischiosa, ma ovviamente più remunerativa, la scommessa su Gente Nuova: un identico investimento di 100 dollari, alla quota odierna di 26 centesimi, garantirebbe un incasso di 384,61 dollari qualora il partito d’opposizione confermasse l’exploit nei seggi.

Per chi cerca invece un profitto quasi certo, resta aperto su Polymarket anche il quesito principale, quello cioè sulla vittoria assoluta delle elezioni: la riconferma di Russia Unita è data al 98% di probabilità, contro appena l’1% attribuito al Partito Comunista e alle forze minori. Chi rischiasse 100 dollari sulla riconferma del partito di governo, al prezzo attuale di 98,3 centesimi, incasserebbe in caso di successo 101,73 dollari, con un guadagno netto di appena 1,73 dollari. Pochi ma sicuri. A disposizione dei più spericolati, resterebbe comunque anche la scommessa sulla vittoria assoluta di Gente Nuova, oggi quotata appena 0,5 centesimi di dollaro: un suo successo trasformerebbe un investimento di 100 dollari in un incasso di 20 mila dollari. Ma perché questo accada, forse, non basterebbe nemmeno un miracolo.

 L’intreccio tra l’esito delle urne russe e i mercati di previsione assume contorni ancora più singolari se si guarda ai legami con la politica di Washington. La galassia societaria riconducibile alla famiglia del presidente Donald Trump ha investito in modo massiccio su questo settore: Donald Trump Jr. siede nell’advisory board di Kalshi, mentre il fondo 1789 Capital, di cui lo stesso Trump Jr. è azionista, ha iniettato centinaia di milioni di dollari proprio in Polymarket. Gli interessi finanziari americani finiscono così per intrecciarsi strettamente con le stime sugli equilibri del Cremlino.

Non mancano, peraltro, le ombre legate a possibili fenomeni di insider trading. Poche ore prima che l’amministrazione statunitense annunciasse l’operazione militare a Caracas per la cattura del leader venezuelano Nicolás Maduro, un account anonimo su Polymarket aveva scommesso 32 mila dollari su quello scenario, allora giudicato altamente improbabile, incassando alla fine oltre 400 mila dollari in stablecoin non tracciabili.

 

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