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  • Milano - Lunedì 7 Settembre 2026

Lesione midollare, quattro pazienti tornano a camminare: svolta dalla ricerca italiana con la neurostimolazione

Studio firmato da San Raffaele di Milano e Sant'Anna di Pisa pubblicato su Med. Sfruttato un dispositivo già in commercio integrato con i movimenti del busto, senza ricorrere a interfacce cerebrali.

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Un passo avanti significativo nel campo della riabilitazione neurologica arriva da uno studio clinico condotto dai ricercatori del laboratorio MINE, nato dalla sinergia tra l'IRCCS Ospedale San Raffaele, l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa.

La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Med (gruppo Cell Press), ha dimostrato come quattro pazienti affetti da lesione midollare toracica cronica e funzionalmente completa siano riusciti a recuperare la stazione eretta e la deambulazione assistita con deambulatore, arrivando a coprire distanze superiori ai 130 metri anche su superfici irregolari o in pendenza.

L'innovazione della sperimentazione risiede nella semplicità del sistema adottato, che evita l'impiego di complessi impianti cerebrali o di algoritmi per la decodifica dei pensieri.

Il team medico ha impiegato un neurostimolatore midollare già disponibile sul mercato, abbinandolo a mesi di fisioterapia intensiva. La chiave del successo si basa su una proprietà biomeccanica individuata dai ricercatori: la modulazione dell'intensità di stimolazione al variare della postura.

Effettuando una minima estensione volontaria del busto — pari a circa 9 gradi — il paziente attiva direttamente il passaggio dalla fase di sostegno (estensione del ginocchio) alla fase di avanzamento dell'arto (flessione coordinata di anca, ginocchio e caviglia).

Il metodo sfrutta la naturale interazione tra i movimenti residui del tronco, la biomeccanica del corpo e lo stimolo elettrico applicato al midollo spinale. Trasformazione che permette al paziente di controllare il passo in tempo reale senza la mediazione di interfacce cervello-computer, aprendo nuove prospettive di applicabilità clinica a costi e complessità tecnologica contenuti.

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