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- Genova - Lunedì 26 Ottobre 2026, 13:30
Editoria e cronaca, mobilitazione dei giornalisti a Genova contro il blocco delle notizie: "Stop alla censura preventiva"
Presidio davanti alla Prefettura organizzato da Fnsi, Ordine Ligure e Gruppo Cronisti. Sotto accusa le direttive che limitano i resoconti sulle operazioni e sui reati: "A rischio il diritto dei cittadini a essere informati".
Protesta di piazza a Genova contro le limitazioni alla diffusione delle notizie di cronaca. I rappresentanti della categoria e gli operatori dell'informazione si sono radunati in presidio di fronte alla Prefettura della città ligure, su iniziativa promossa dall'Ordine dei giornalisti della Liguria, dall'Associazione ligure giornalisti e dal Gruppo cronisti liguri, srotolando lo striscione "Stop alla censura" e distribuendo volantini a tutela dell'articolo 21 della Costituzione.
A guidare la manifestazione la segretaria generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi), Alessandra Costante, che ha denunciato il blocco sistematico dei resoconti informativi: "Da qualche mese in Liguria le forze dell'ordine censurano volutamente nei loro resoconti quotidiani fatti di cronaca come furti, rapine, truffe agli anziani, violenze sessuali e accoltellamenti perché secondo un'indicazione arrivata 'da Roma' i giornalisti 'creano allarme sociale'. È una vergogna nazionale che ci riporta indietro ai momenti più bui del Paese. La stampa non può essere soggetta a censure, meno che mai a censure preventive".
Sulla vicenda è giunto anche l'intervento del presidente dell'Ordine nazionale dei giornalisti, Carlo Bartoli: "Non fornire informazione su reati che creano 'allarme sociale' significa intervenire pesantemente sul diritto all'informazione. Un danno al diritto costituzionale dei cittadini a essere informati, per lo stesso operato delle forze dell'ordine e per la trasparenza dell'azione della magistratura".
Nel corso del presidio, il presidente dell'Ordine dei giornalisti della Liguria, Tommaso Fregatti, ha illustrato le difficoltà operative riscontrate quotidianamente sul territorio: "Ai cronisti, oltre a essere vietato l'ingresso nelle caserme, nelle questure e nei distretti di polizia, vengono fornite unicamente le notizie relative ai controlli dei pattuglioni. Questo costituisce una grave violazione dell'articolo 21 della Costituzione, che recita espressamente: 'La stampa non può essere soggetta a autorizzazioni o censure'".
Ulteriori dettagli sulle restrizioni applicate alla cronaca giudiziaria sono stati sollevati dalla presidente del Gruppo cronisti liguri, Katia Bonchi: "Oltre a ciò, le stesse forze dell'ordine in Liguria negano sistematicamente di fornire ai giornalisti il nominativo dell'avvocato difensore della persona arrestata o indagata, con una palese violazione del diritto alla presunzione d’innocenza".
Da parte sua, il segretario dell'Associazione ligure giornalisti, Matteo Dell'Antico, ha evidenziato l'ampio sostegno ricevuto dalla cittadinanza: "I cittadini liguri negli ultimi giorni ci hanno dimostrato il loro supporto. Questa non è una battaglia di categoria, è una battaglia di tutti, i cittadini hanno il sacrosanto diritto di essere informati e sapere cosa succede nelle loro città. Diciamo 'no' alla censura".
Alla mobilitazione hanno partecipato anche esponenti del mondo forense, delle organizzazioni sindacali e della magistratura. Tra questi, il presidente del Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Genova, Stefano Savi, ha ribadito la vicinanza della categoria: "Gli avvocati sono solidali perché ritengono che l'opinione pubblica debba essere informata in ogni caso. Nessuno può filtrare le notizie da diffondere. Non comunicare il nome degli avvocati di chi viene trattenuto ha solo uno scopo: rallentare la difesa. Inammissibile".
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