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Era il 25 marzo 2014, quando nella sede della Fnsi, in Corso Vittorio Emanuele II, a Roma, Carlo Parisi, presentava alla stampa “Giornalistitalia”.
Era il 25 marzo 2014, quando nella sede della Fnsi, in Corso Vittorio Emanuele II, a Roma, Carlo Parisi, presentava alla stampa “Giornalistitalia”.
Il giornale compie oggi 8 anni, “Un traguardo -scrive nel suo editoriale Carlo Parisi-non scontato per una testata che non ha alle spalle grandi gruppi editoriali o ingenti risorse”.
Il Direttore di “Giornalistitalia”, sottolinea che si tratta di un traguardo reso possibile “solo grazie alla passione per una professione messa a dura prova da una crisi che ha stravolto il mondo dell’editoria che, in molti settori, soprattutto della carta stampata, non riesce a liberarsi da logiche ottocentesche che la stanno riducendo al lumicino”.
8 anni di impegno quotidiano, 8 anni di cronache legate al mondo dei media, 8 anni di analisi e di report mirati al mondo della comunicazione, 8 anni di riflessioni sul giornalismo che sta cambiando e sui rapporti mai facili tra editori e giornali.
È stato tutto questo “Giornalisti Italia”, un giornale nato quasi per gioco, e diventato poi punto di riferimento del mondo dei media grazie alla cocciutaggine e alle intuizioni di Nicoletta Giorgetti che insieme a Carlo Parisi è stata per lungo tempo le vera anima pulsante del giornale.
Scrive Carlo Parisi nel suo editoriale di ieri e con cui ricorda questo compleanno: ““Volevamo rappresentare il nostro mondo, un universo che, da 1462 giorni, “il giornale dei giornalisti” è impegnato a raccontare ispirato dai temi della professione giornalistica e dell’editoria vera: la dignità umana e professionale, la libertà di stampa, la qualità dell’informazione.
Rammentando quotidianamente ai giornalisti che questo è un lavoro e, come tale, va pagato e rispettato, e agli editori che il rispetto dell’autonomia professionale, delle garanzie contrattuali e della puntualità nei pagamenti sono l’unica garanzia per un’informazione professionale di qualità.
Condizioni essenziali, quelle del rispetto della dignità umana e professionale dei lavoratori e della sostenibilità delle aziende, che non rappresentano un fronte contrapposto, ma una battaglia comune da vincere insieme per garantire al nostro Paese un’informazione professionale, pluralista e di qualità.
A difesa del lavoro, di tutto il lavoro che si svolge nell’area del giornalismo, dell’editoria, della comunicazione, dei media e della cultura, che ha bisogno di strumenti nuovi, legati alla consapevolezza nuova di come è cambiato il lavoro con l’intento di raggiungere obiettivi comuni di progresso del sistema dei media”.
8 anni di fatti e avvenimenti che hanno segnato e scandito la storia e la vita di ognuno di noi.
”Sono trascorsi otto anni -ricorda Carlo Parisi- da quando, il 25 marzo 2014, assieme a Nicoletta Giorgetti, abbiamo dato vita a questo giornale andando avanti per un atto d’amore nei confronti di quanti ci riconoscono il gravoso e responsabile ruolo di “presidio della professione”: giornalisti, comunicatori, professionisti dell’informazione e della cultura, editori, istituzioni, semplici lettori che vogliono comprendere bene un settore che può essere presidio di democrazia, ma anche infernale macchina di propaganda.
In questi otto anni ci siamo sforzati di raccontare il mondo dell’informazione e della comunicazione con dignità, umiltà, rispetto e gratitudine nei confronti di quanti hanno scommesso e creduto nel nostro giornale”.
Tutto liscio? Carlo Parisi non conosce mediazioni: “Nei mesi scorsi -confessa pubblicamente- abbiamo attraversato un periodo di grande difficoltà, che in parte permane, ma con buona pace per le cassandre appollaiate in qualche sempre più polveroso palazzo romano, siamo ancora qui e non ci stanchiamo di ripeterlo: Giornalistitalia non è un giornale di palazzo e deve il suo successo all’affetto e alla stima di quanti, quotidianamente, premiano il lavoro di una squadra che con passione, professionalità, maniacale scrupolosità nel controllo delle notizie e della scrittura, ci consente di garantire un servizio importante al settore e al nostro Paese”.
Che dire di più? Auguri direttore, e lunga vita al suo giornale, così come lunga vita auguriamo a tutti gli altri giornali italiani perché se fatti con serietà e onestà i giornali sono ancora un baluardo di democrazia pura. Come tali da difendere ad ogni costo.
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