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- Roma - Lunedì 11 Maggio 2026
Electrolux annuncia 1.700 esuberi: sindacati dichiarano sciopero nazionale contro la chiusura di Cerreto d'Elsi
Il colosso svedese annuncia un pesante piano di ristrutturazione che coinvolge quasi il 40% della forza lavoro in Italia. Sindacati in rivolta: proclamate otto ore di sciopero e chiesto l'intervento urgente del Governo.
Il futuro dell'elettrodomestico in Italia subisce una brusca frenata. Durante il Coordinamento nazionale riunito a Venezia, Electrolux ha ufficializzato un piano di ridimensionamento che prevede ben 1.700 esuberi su un organico complessivo di circa 4.500 addetti nel Paese.
Secondo quanto riferito dalle sigle sindacali, il piano non risparmierà alcun sito produttivo, ma il colpo più duro riguarda lo stabilimento di Cerreto d'Esi, in provincia di Ancona, per il quale è stata annunciata la chiusura definitiva, mettendo a rischio il posto di 170 lavoratori.
La reazione di Fim, Fiom e Uilm è stata immediata e durissima. I sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione permanente e otto ore di sciopero nazionale da articolare in tutti i siti del gruppo. La tensione è salita ulteriormente quando la direzione aziendale ha chiuso le porte a possibili collaborazioni esterne per rilanciare la produzione: "Viene esclusa dalla direzione aziendale una possibile partnership con Midea simile a quella siglata negli Usa", hanno spiegato i rappresentanti dei lavoratori.
Le sigle sindacali definiscono la situazione "inaccettabile" e puntano ora a coinvolgere le istituzioni per evitare il tracollo occupazionale: "Chiediamo al governo un immediato intervento con una convocazione urgente al Mimit", si legge in una nota ufficiale diffusa al termine dell'incontro di Mestre.
La mobilitazione punta a bloccare un piano di ristrutturazione che rischia di smantellare una fetta significativa della presenza industriale del colosso svedese in Italia.
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