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  • Roma - Martedì 12 Maggio 2026

Hantavirus, test negativo per il paziente a Padova: il Ministero della Salute alza l'allerta in Italia

Mentre il caso sospetto in Veneto risulta negativo, la Spagna conferma un contagio e l'OMS avverte: "Ci aspettiamo nuovi casi, la responsabilità è dei singoli Paesi".

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Buone notizie dal fronte sanitario italiano: il cittadino sudafricano in isolamento fiduciario a Padova è risultato negativo al test per l’Hantavirus.

Maria Rosaria Campitiello, direttrice del Dipartimento di Prevenzione del Ministero della Salute, ha commentato con cautela il risultato: “Questo non significa che non si potrebbe un domani positivizzarsi, ma ci lascia ben sperare il fatto che sia asintomatico e che abbia un test oggi negativo”.

Nonostante questo esito, il Ministero ha deciso di innalzare il livello di vigilanza tramite una circolare che allerta gli uffici di sanità transfrontaliera (Usmaf), ricordando che “il Ministero ha agito nel principio della massima cautela pur se stiamo in un contesto in cui il rischio in Europa è basso”.

Anche il sindacato dei carabinieri Unarma ha chiesto tutele immediate, auspicando “formazione specifica sulle precauzioni per la trasmissione” per i militari impegnati nei controlli. In Spagna, invece, è stata confermata la positività di un passeggero della nave MV Hondius. Il paziente presenta sintomi lievi e condizioni stabili, ma il caso ha spinto il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, a lodare il modello di gestione di Madrid definendolo “l’esempio che la Spagna ha dato al mondo” per coordinamento e solidarietà.

Tuttavia, il capo dell'agenzia ONU non ha nascosto le preoccupazioni globali, affermando che “sicuramente ci saranno più casi” a causa del lungo arco temporale in cui i passeggeri della nave hanno interagito senza misure preventive. Tedros ha precisato che al momento si contano “11 casi segnalati di cui 9 confermati”, inclusi tre decessi, ribadendo che ora la gestione del focolaio spetta alle singole nazioni: “I Paesi sono gli ultimi responsabili della situazione e spero possano proteggere i cittadini”.

Parallelamente, si registra un incidente procedurale in Olanda: dodici dipendenti dell'ospedale universitario di Nijmegen sono stati posti in quarantena dopo un errore nelle misure di sicurezza durante il prelievo di campioni e lo smaltimento delle urine di un paziente infetto. L'ospedale ha ammesso che “il prelievo avrebbe dovuto essere effettuato seguendo una procedura più rigorosa”, avviando un'indagine interna per prevenire futuri rischi, sebbene la probabilità di contagio per il personale sia ritenuta molto bassa.

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