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  • Roma - Martedì 12 Maggio 2026

Istat, economia tra incertezze globali e riforme: compensato l'effetto del drenaggio fiscale

L'Istituto segnala i rischi legati ai conflitti internazionali, ma evidenzia il beneficio medio di 40 euro per contribuente grazie alle manovre del periodo 2021-2026.

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L’Istat, nella sua ultima Nota sull'andamento dell'economia, delinea un quadro caratterizzato da forti chiaroscuri.

Sul fronte internazionale, l'Istituto osserva una divergenza tra il dinamismo dell'Asia e degli Stati Uniti e la persistente fragilità del contesto europeo, il tutto aggravato dalle tensioni in Medio Oriente.

Secondo l’Istat, infatti, “i dati disponibili incorporano solo in parte gli effetti del conflitto in Medio Oriente, che sta determinando una forte riduzione nell'offerta e un marcato rialzo dei prezzi delle materie prime energetiche. Le prospettive restano incerte, strettamente legate alla durata della guerra e ai suoi effetti sul mercato energetico”.

Sul piano interno, l'analisi si concentra sul fenomeno del fiscal drag (drenaggio fiscale), riacceso dall'impennata inflazionistica degli ultimi anni.

Tuttavia, le simulazioni effettuate mostrano una tenuta del sistema: “Le riforme fiscali attuate tra il 2021 e il 2026 hanno più che compensato il drenaggio osservato nello stesso periodo, comportando un beneficio medio pari a 40 euro per contribuente”.

In questo processo, l'Istituto evidenzia che “un ruolo cruciale è stato svolto dal passaggio dalle detrazioni per i figli a carico all'Assegno unico, la cui legge istitutiva ne prevede l'indicizzazione al costo della vita”.

L'impatto di tali misure non è stato però uniforme: l'Istat specifica che gli interventi hanno favorito i lavoratori dipendenti e le fasce di reddito medio-basse, mentre “i pensionati e i redditi più elevati risultano penalizzati o non interamente compensati”.

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