
- Prima Notizia 24
- Ferrara - Venerdì 26 Giugno 2026
Emergenza siccità in Emilia-Romagna: scatta il "pre-allarme" per il Canale Emiliano Romagnolo
Crolla la portata del Po a Pontelagoscuro, ferma a 304 metri cubi al secondo. Il presidente Dalmonte avverte: “Nuove pompe attive fino a una quota minima di 2 metri, al di sotto la situazione sarebbe catastrofica e scatterebbe lo stop da protocollo”.
L'ondata di caldo eccezionale provocata dall'anticiclone africano fa tremare l'agricoltura e le infrastrutture idriche della pianura padana. Il Canale Emiliano Romagnolo (Cer) è entrato ufficialmente in una fase di "pre-allarme" a causa dell'avanzata della siccità.
L'opera idraulica, lunga 135 chilometri, rappresenta un asse strategico vitale per l'irrigazione: preleva l'acqua direttamente dal fiume Po nel territorio ferrarese e la distribuisce lungo tutta la pianura attraversando le province di Ferrara, Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini.
Il consorzio di gestione sottolinea come il ciclone africano stia determinando pesanti ripercussioni in tutte le aree del comprensorio. I dati diffusi dai tecnici evidenziano la gravità della situazione legata alla carenza di risorsa idrica nel Po.
“In questo momento – spiega Raffaella Zucaro, direttrice generale del Cer e coordinatrice di Anbi Emilia Romagna – all'impianto Palantone di Bondeno si registrano 3,03 metri di quota del grande fiume, con una portata alla stazione di monitoraggio di Pontelagoscuro di 304 metri cubi al secondo, contro una media del mese scorso di 588 mc/s e una media storica 1991-2020 sullo stesso periodo di 1568 mc/s”. Il crollo verticale della portata ha costretto l'ente ad attivare lo stato di allerta, mantenendo un confronto incessante con il mondo agricolo per gestire i prelievi.
La presidenza del consorzio ricorda l'importanza dei recenti investimenti tecnologici per evitare il blocco totale che si rischiò durante la crisi idrica di qualche anno fa. “Nell'anno della siccità record 2022 – ha ricordato il presidente del Cer, Nicola Dalmonte – con una manovra provvidenziale mediante l'impiego una pompa mobile, lo staff del Cer riuscì a garantire in extremis l'approvvigionamento idrico nonostante le evidenti difficoltà tecniche di pompaggio; ma oggi l'importante opera di riammodernamento e ri-funzionalizzazione dell'impianto stesso, completata dalla governance in tempi utili, consente alle nuove e tecnologicamente avanzate 4 pompe KSB di funzionare fino a quote minime di circa 2 metri sul livello del mare: al di sotto delle quali sarebbe impossibile prelevare risorsa. Con il Grande Fiume a livelli inferiori ai 2 metri, la situazione sarebbe catastrofica e lo stop al funzionamento arriverebbe da protocollo”.
Al momento, per rispondere alle temperature costantemente sopra la media previste fino alla fine del mese, l'impianto Palantone sta lavorando a ritmi straordinari per garantire l'irrigazione dei campi. Attualmente la struttura fornisce 47 metri cubi al secondo per 16 ore diurne e 20 metri cubi al secondo nelle restanti 6 ore notturne, una manovra di emergenza per difendere i raccolti della regione.
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