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- Bologna - Martedì 8 Settembre 2026
Euro 5, Vignali (FI): «Emilia-Romagna immobile, senza misure alternative a ottobre scatterà il blocco»
Il capogruppo di Forza Italia presenta un’interrogazione alla Giunta De Pascale e indica il modello Piemonte: «Servono soluzioni che tutelino l’ambiente senza scaricare i costi su famiglie, lavoratori e imprese».
di Maurizio Pizzuto
Il conto alla rovescia verso il blocco dei diesel Euro 5 riaccende lo scontro politico in Emilia-Romagna. A sollevare il caso è Pietro Vignali, presidente del Gruppo Forza Italia nell’Assemblea legislativa regionale e coordinatore emiliano-romagnolo del partito, che ha presentato un’interrogazione alla Giunta chiedendo interventi per scongiurare le limitazioni previste dal 1° ottobre 2026.
Secondo Vignali, l’Emilia-Romagna sarebbe in ritardo rispetto ad altre Regioni del Bacino Padano e, in particolare, al Piemonte, che avrebbe già aggiornato il proprio Piano regionale per la qualità dell’aria individuando una serie di misure alternative.
«La Regione Emilia-Romagna non sta facendo nulla per evitare il blocco alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5 previsto dal 1° ottobre 2026», sostiene l'esponente di Forza Italia. Una situazione che Vignali contrappone a quella piemontese, dove sarebbero stati programmati nuovi interventi per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni senza ricorrere a un divieto generalizzato.
Tra le misure indicate dal capogruppo azzurro figurano incentivi per i biocarburanti e per la sostituzione degli impianti di riscaldamento più vecchi, investimenti nel verde urbano e nelle coltivazioni capaci di contribuire all'assorbimento degli inquinanti, oltre a bandi per il car sharing e nuove infrastrutture per la mobilità sostenibile.
Per Vignali, invece, nel Documento di economia e finanza regionale dell'Emilia-Romagna attualmente all'esame dell'Assemblea legislativa non emergerebbero analoghe misure finalizzate a scongiurare il blocco.
L'esponente di Forza Italia ricorda inoltre che il divieto, inizialmente previsto per il 2025, era stato rinviato attraverso un intervento legislativo nazionale che ha consentito alle Regioni interessate di lavorare a misure alternative ai blocchi generalizzati.
La questione, sottolinea Vignali, non riguarda soltanto la mobilità privata. Le limitazioni avrebbero ripercussioni anche sul sistema produttivo, coinvolgendo famiglie, lavoratori autonomi, artigiani, professionisti e piccole imprese che utilizzano quotidianamente veicoli diesel Euro 5 e che potrebbero non essere nelle condizioni di sostituirli in tempi brevi.
«Molte famiglie e molti lavoratori non dispongono oggi di alternative realistiche all'auto privata e non possono sostenere nell'immediato il costo della sostituzione del veicolo», afferma Vignali, secondo il quale il provvedimento rischierebbe di rappresentare «un colpo durissimo al tessuto produttivo regionale».
Le limitazioni, secondo quanto riportato nell'interrogazione politica, interesserebbero i capoluoghi di provincia, le altre città di pianura con più di 30 mila abitanti e l'agglomerato urbano della città metropolitana di Bologna.
Da qui l'appello alla Giunta guidata da Michele De Pascale perché intervenga prima dell'entrata in vigore delle restrizioni.
«La tutela dell'ambiente è un obiettivo da perseguire con equilibrio, pragmatismo e buon senso – conclude Vignali – non attraverso divieti che rischiano di produrre pesanti ricadute sociali ed economiche».
La richiesta politica è dunque quella di verificare rapidamente la possibilità di adottare anche in Emilia-Romagna un pacchetto di misure alternative, trasformando i prossimi mesi in una corsa contro il tempo per evitare che dal 1° ottobre il tema della qualità dell'aria si traduca in un nuovo fronte di difficoltà per migliaia di automobilisti e attività economiche.
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