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- Roma - Martedì 8 Settembre 2026
Italiani nel mondo, dall’Uruguay un nuovo ponte verso il Mercosur - FOTOGALLERY
La comunità italiana protagonista di una missione tra istituzioni e sistema cooperativo. Palermo e D’Alessandro: dalle radici comuni può nascere una nuova stagione di rapporti economici. Unicoop propone una piattaforma Italia-Uruguay con Montevideo hub verso l’America Latina.
di Giorgio Neri
Non soltanto italiani che vivono all’estero, ma una comunità capace di trasformare le proprie radici in relazioni, progetti e nuove opportunità per il Paese. È questo il significato della missione che ha riunito in Italia rappresentanti della comunità italiana in Uruguay e UN.I.COOP., con una serie di incontri istituzionali ed economici dedicati alle prospettive di collaborazione tra i due Paesi.
Al centro della missione Ignacio Palermo, consigliere del Com.It.Es. – Comitato degli Italiani Residenti all’Estero, tesoriere dell’Associazione Calabrese in Uruguay e Consultore della Regione Calabria, e Fabrizio D’Alessandro, presidente dell’ADOC – Cooperativa Professori di Lingua e Cultura Italiana, Consultore della Regione Calabria e segretario generale dell’Associazione Calabrese in Uruguay.
Due esponenti di quella presenza italiana che, soprattutto in America Latina, continua a mantenere un rapporto profondo con il Paese d'origine e che oggi può assumere anche una funzione nuova: diventare un collegamento stabile tra territori, imprese, istituzioni e sistemi produttivi.
La missione si è sviluppata in tre giornate, partendo dalla Camera dei Deputati, dove la delegazione ha incontrato Emanuele Pollio, componente del Gabinetto del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani. Il confronto ha riguardato le prospettive dell'interscambio Italia-Uruguay e le possibilità offerte dal più ampio scenario del MERCOSUR.
Il programma ha poi portato la delegazione direttamente dentro alcune esperienze del sistema cooperativo italiano, con le visite alla Cooperativa Agri Iuvenia, attiva nelle produzioni vitivinicole e nell'olio extravergine di oliva, e alla Cooperativa Agricoltura Capodarco, impegnata nell'agricoltura biologica e sociale.
Un altro passaggio è stato dedicato agli incontri con SACE e SIMEST, per approfondire gli strumenti finanziari e di accompagnamento a disposizione delle imprese e delle cooperative italiane che intendono affrontare i mercati internazionali. L'orizzonte non riguarda soltanto l'esportazione, ma anche investimenti, partnership, trasferimento tecnologico e costruzione di nuove filiere.
La missione si è conclusa con l'incontro con Alfredo Bogliaccini, Ambasciatore d'Italia in Uruguay, al quale è stata presentata la proposta della Piattaforma Industriale Cooperativa Italia-Uruguay. L'ambasciatore, secondo quanto riferito, ha espresso apprezzamento per l'iniziativa e disponibilità a favorire il dialogo attraverso i canali istituzionali, valorizzando i legami storici, culturali e umani tra i due Paesi.
Ed è proprio qui che il progetto assume un significato particolare anche per gli italiani nel mondo. L'idea è utilizzare Montevideo non semplicemente come mercato di destinazione dei prodotti italiani, ma come possibile hub operativo, commerciale e logistico in grado di collegare il sistema produttivo italiano con l'Uruguay e, progressivamente, con l'intera area MERCOSUR.
«Non vogliamo limitarci a esportare prodotti», sottolinea la presidente di UN.I.COOP., Lucia Dello Russo, indicando nella condivisione di know-how, tecnologie, innovazione e cultura produttiva italiana uno degli elementi centrali del progetto. La filosofia viene sintetizzata in una formula: passare dal semplice Made in Italy al “Made with Italian Know-how”.
Una prospettiva nella quale anche il Mezzogiorno può assumere un ruolo importante. Calabria, Sicilia e gli altri territori meridionali vengono considerati non soltanto per le loro produzioni, ma per il patrimonio di biodiversità, conoscenze, tradizioni, ricerca e competenze che possono essere trasferite e valorizzate in progetti internazionali.
Il progetto prevede ora una fase di mappatura delle cooperative e delle imprese italiane interessate, seguita dalla possibile individuazione di tre-cinque progetti pilota sui quali verificare concretamente sostenibilità economica, interesse del mercato, partner locali e strumenti finanziari.
Ma al di là dei numeri e dei modelli economici, dalla missione emerge soprattutto un messaggio: gli italiani all'estero possono essere protagonisti della proiezione internazionale dell'Italia.
In Uruguay, dove la presenza italiana ha radici profonde, associazioni, Com.It.Es. e rappresentanti delle comunità possono diventare una rete preziosa di conoscenze e relazioni. Un capitale umano che non appartiene soltanto alla memoria dell'emigrazione italiana, ma può contribuire a costruire il futuro dei rapporti tra l'Italia e l'America Latina.
Un ponte tra due Paesi che parte dalle persone e dalle loro storie e che oggi prova a trasformare una relazione antica in una nuova stagione di cooperazione, lavoro e opportunità nel cuore del MERCOSUR.
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