
- Prima Notizia 24
- Barcellona - Martedì 8 Settembre 2026
Barcellona, una comunità da oltre 170mila italiani. Martin (Com.It.Es): «Servizi e integrazione, dobbiamo essere vicini ai connazionali»
La presidente del Com.It.Es. di Barcellona a Prima Notizia 24: dalla burocrazia all’inserimento lavorativo, fino ai servizi consolari e alle iniziative culturali. «La comunità cresce ed è sempre più diversificata. L’obiettivo è portare informazione e assistenza anche a chi vive lontano da Barcellona».
di Giovanna Guidi
Oltre 170mila italiani distribuiti in un territorio vastissimo, dalla Catalogna alla Comunità Valenciana, dall’Aragona alla Murcia, passando per le Isole Baleari e Andorra. Una comunità che continua a crescere e che ha cambiato profondamente volto: giovani qualificati, studenti, professionisti, imprenditori, famiglie e pensionati. A raccontare questa realtà a Prima Notizia 24 è Roberta Martin, presidente del Com.It.Es. di Barcellona,(NELLA FOTO) eletta dopo il rinnovo dei Comitati degli Italiani all’Estero del dicembre 2021.
«Essere parte del Com.It.Es. è per me un privilegio e una grande responsabilità, perché significa essere al servizio della nostra comunità», spiega Martin. Il Comitato rappresenta gli italiani residenti nella circoscrizione consolare e svolge un'attività volontaria di ascolto, orientamento e collegamento con le istituzioni.
Passaporti e servizi più vicini ai cittadini
Uno dei problemi principali è rappresentato proprio dalle dimensioni della circoscrizione. Non tutti i connazionali possono raggiungere facilmente Barcellona e, per questo, negli ultimi anni si è cercato di portare alcuni servizi direttamente sul territorio.
Tra i risultati rivendicati dalla presidente ci sono le visite itineranti del funzionario consolare per il rinnovo dei passaporti, organizzate nelle zone più lontane dalla capitale catalana. «Un servizio che ha permesso a molti connazionali di evitare viaggi lunghi e costosi», sottolinea Martin.
A questo si affiancano attività informative e culturali realizzate a Barcellona, Valencia, Murcia, Sagunto e in altre località. Tra le iniziative figura il FLIB – Festival della Letteratura Italiana di Barcellona, diventato uno degli appuntamenti dedicati alla promozione della cultura italiana e al dialogo con la realtà spagnola.
Il Com.It.Es. ha inoltre promosso incontri come Gli Etruschi tra Grecia e Roma a Sagunto e Venezia, una città sull’acqua a Bétera. A Murcia è stato avviato anche un progetto di Biblioteca Italiana, con libri in italiano e spagnolo donati a un'associazione locale e inaugurato dal Console generale Gabriele Luca Fava.
Burocrazia e lavoro, gli ostacoli per chi arriva in Spagna
Trasferirsi, però, non significa soltanto trovare una nuova casa o un'occupazione. Per chi arriva dall'Italia comincia spesso un percorso burocratico non semplice: NIE, residenza, assistenza sanitaria e fiscalità, ai quali si aggiungono gli adempimenti italiani, dall'iscrizione all'AIRE al rinnovo dei documenti.
«La nostra comunità è estremamente diversificata e i bisogni sono molto differenti», osserva Martin. Gli italiani sono presenti nel turismo e nell'ospitalità, nel settore marittimo, nel customer service, nel digitale e nell'IT, nelle startup, nel commercio, nelle professioni, nell'università, nella sanità e nelle istituzioni europee.
Accanto alla burocrazia resta centrale il tema dell'inserimento lavorativo. Lingua, competenze richieste dal mercato e forte concorrenza internazionale possono rappresentare ostacoli soprattutto nei primi mesi. Ed è qui, secondo Martin, che il Com.It.Es. deve svolgere una funzione di raccordo: «Fornire informazioni chiare e affidabili, creare reti tra persone, imprese, università e patronati e offrire ascolto e orientamento».
Un'attività che passa anche dalla collaborazione con il Consolato generale, con i patronati e con gli altri Com.It.Es. presenti in Spagna, in particolare Madrid e Arona.
Nuovi incontri per chi sceglie di vivere in Spagna
Proprio in questi giorni il Com.It.Es. punta a rafforzare l'attività informativa. A settembre è previsto, in collaborazione con il Comune di Barcellona e il Consolato, un appuntamento dedicato alle formalità essenziali per stabilirsi correttamente in Spagna. Altri due eventi informativi sono programmati entro la fine del 2026.
La strategia è quella di non concentrare tutto nella città catalana. «L'obiettivo è portare servizi, cultura e informazione dove si trovano le persone, non soltanto a Barcellona», afferma la presidente. Sono quindi previsti ulteriori incontri socioculturali nelle diverse aree della circoscrizione e nuove collaborazioni con le associazioni italiane presenti sul territorio.
«Il mandato finisce, il mio impegno continuerà»
Martin vive da molti anni a Barcellona con la famiglia e, parallelamente all'attività istituzionale, lavora come consulente finanziaria e fiscale, affiancando aziende, imprenditori e professionisti che operano in Spagna. Un'esperienza che, racconta, le ha fatto comprendere quanto siano importanti riferimenti affidabili per chi decide di costruire la propria vita fuori dall'Italia.
È anche fondatrice dell'associazione DESYAM, impegnata nell'inclusione sociale, nel sostegno alle donne e nello sviluppo economico, con iniziative come Donne che ce l'hanno fatta e il Primo Premio Europeo alle Imprese Femminili.
A dicembre terminerà il suo mandato alla guida del Com.It.Es., ma Martin assicura che il rapporto costruito con la collettività italiana non si interromperà: «Finirà il mio mandato, ma non il mio impegno verso la comunità italiana, che continuerò a sostenere con la stessa dedizione e responsabilità».
Una comunità, quella italiana nell'area di Barcellona, che per dimensioni e varietà è ormai una componente importante della società locale. E la sfida, per chi la rappresenta, è accompagnarne la crescita facendo in modo che vivere all'estero non significhi perdere il rapporto con le istituzioni e con il proprio Paese.
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