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  • Roma - Domenica 6 Settembre 2026

Finanziaria 2027, la Lega prepara la sua agenda: pensioni, fisco, casa ed energia al centro del confronto

L’8 e il 9 settembre alle Officine Farneto di Roma la due giorni “A tua difesa”. Oltre cinquanta relatori tra governo, imprese e categorie produttive. Sul tavolo pensione a 64 anni, flat tax, Piano Casa, welfare, Mezzogiorno e infrastrutture. Giorgetti e Orsini a confronto sull’Italia che produce, chiusura affidata a Salvini.

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di Giovanna Guidi

La partita sulla Finanziaria 2027 comincia a entrare nel vivo e la Lega mette sul tavolo le proprie priorità. Pensioni, fisco, casa, energia, lavoro e sostegno al sistema produttivo saranno al centro di “A tua difesa – Verso la Finanziaria 2027”, la due giorni in programma martedì 8 e mercoledì 9 settembre alle Officine Farneto di Roma.

Non soltanto una convention di partito, almeno nelle intenzioni degli organizzatori, ma un laboratorio dal quale far emergere proposte da portare al tavolo della prossima manovra economica. Oltre cinquanta i relatori annunciati tra rappresentanti del governo, amministratori, vertici delle categorie e manager delle grandi aziende partecipate.

Il messaggio politico è evidente: mentre si avvicina il momento delle scelte sulla Finanziaria, la Lega vuole caratterizzare la propria presenza nella maggioranza indicando alcune battaglie sulle quali costruire la propria agenda economica e sociale.

La prima giornata affronterà soprattutto i temi che incidono direttamente sulla vita quotidiana e sul reddito delle famiglie. Si parlerà di sicurezza con il sottosegretario Nicola Molteni, di Piano Casa, di fisco e flat tax, di autonomia e federalismo con il ministro Roberto Calderoli e di scuola con il ministro Giuseppe Valditara.

Ma il confronto allargherà lo sguardo anche alle grandi trasformazioni che stanno investendo l'economia: settore bancario, intelligenza artificiale, lavoro, transizione digitale, sport, audiovisivo e turismo.

Tra gli interventi annunciati quelli di Claudio Borghi, dell'amministratore delegato di TIM Pietro Labriola, dell'Ad di Poste Italiane Matteo Del Fante, del presidente del CONI Luciano Buonfiglio e di Giovanni Malagò.

Mercoledì 9 settembre il confronto entrerà ancora più direttamente nel terreno della prossima manovra.

Uno dei dossier politicamente più significativi sarà quello delle pensioni, con il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon e il presidente dell'INPS Gabriele Fava chiamati a confrontarsi sulla possibilità della pensione a 64 anni.

Un tema destinato inevitabilmente a intrecciarsi con quello delle risorse disponibili e con la sostenibilità complessiva del sistema previdenziale.

E proprio sulle pensioni sembra aprirsi una delle prime grandi discussioni della maggioranza in vista della Finanziaria. Nelle stesse ore Forza Italia, attraverso la vicepresidente del Senato Licia Ronzulli, ha rilanciato infatti la richiesta di incrementare gli assegni dei pensionati economicamente più fragili.

Due sensibilità che non necessariamente sono in contrapposizione, ma che mostrano quanto il capitolo previdenziale possa diventare centrale nella costruzione della prossima manovra: da una parte la flessibilità in uscita dal lavoro, dall'altra l'aumento delle pensioni più basse.

Il programma della seconda giornata comprende inoltre disabilità e welfare con il ministro Alessandra Locatelli, federalismo regionale con Attilio Fontana, ZES e Mezzogiorno, agricoltura, energia e infrastrutture.

Particolarmente significativo il confronto sull'energia, al quale sono annunciati gli amministratori delegati di Enel ed Eni, Flavio Cattaneo e Claudio Descalzi. Un dossier decisivo non soltanto per le bollette delle famiglie ma soprattutto per la competitività dell'industria italiana.

Sul fronte delle infrastrutture interverranno, tra gli altri, il viceministro Edoardo Rixi, Gianpiero Strisciuglio per il gruppo Ferrovie dello Stato, Arrigo Giana per Autostrade per l'Italia e Marco Troncone per Aeroporti di Roma.

La parte conclusiva della due giorni avrà però un peso soprattutto politico.

Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti e il presidente di Confindustria Emanuele Orsini saranno chiamati a confrontarsi sulle nuove sfide dell'“Italia che produce”. Un passaggio importante perché proprio dal rapporto tra disponibilità delle finanze pubbliche e richieste del sistema produttivo dipenderà una parte consistente dell'impostazione della Finanziaria.

Alle 18 la chiusura sarà affidata al segretario della Lega e vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, con l'intervento significativamente intitolato “A tua difesa, le nostre battaglie”.

Ed è probabilmente proprio la parola “battaglie” a fornire la chiave politica dell'appuntamento romano.

La Finanziaria 2027 dovrà infatti trasformare le diverse priorità dei partiti di maggioranza in numeri compatibili con i conti pubblici. La Lega arriva al confronto mettendo sul tavolo pensioni, flat tax, casa, infrastrutture, autonomia e sostegno al mondo produttivo.

Adesso bisognerà capire quanto spazio queste proposte riusciranno a conquistare nella manovra.

Perché, terminate le convention e archiviati gli interventi dal palco, la politica economica torna sempre davanti alla stessa prova: trovare le risorse per trasformare le promesse in misure concrete.

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