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  • Roma - Martedì 8 Settembre 2026

"La voce degli italiani a Buenos Aires: a tu per tu con Dario Signorini"

Dario Signorini, avvocato e leader della comunità italo-argentina, promuove l'identità italiana e il Museo dell'Immigrazione a Buenos Aires.

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di Lorenzo Pisoni

Dario Signorini è un avvocato e uno dei principali punti di riferimento della comunità italo-argentina a Buenos Aires. Discendente di emigrati italiani di origine lombarda,  è Presidente del Comites di Buenos Aires dal 2015, eletto e successivamente riconfermato per un secondo mandato nel 2021. Rappresenta una delle più ampie collettività italiane residenti nel mondo. Inoltre è presidente  della Fediba la Federación de Entidades Italianas de la Ciudad de Buenos Aires, promuovendo le sinergie tra le associazioni culturali, regionali e sociali italo-argentine. Attivo nei quadri del MAIE (Movimento Associativo Italiani all'Estero), partecipa a forum, conferenze internazionali e incontri con università ed enti governativi per la promozione dei diritti della cittadinanza e dell'associazionismo. È tra i promotori del progetto per la realizzazione a Buenos Aires del primo Museo dell'Immigrazione Italiana, nato con l'obiettivo di preservare il patrimonio culturale, storico e sociale degli emigrati italiani e dei loro discendenti in Argentina..Organizza e supporta eventi di valorizzazione del Made in Italy, delle tradizioni regionali italiane e della lingua attraverso le università e i circoli culturali di Buenos Aires. Primanotizi24.it lo ha intervistato .

· Radici e identità collettiva: Dottor Signorini, Buenos Aires ospita una delle comunità italiane più grandi al di fuori dell'Italia. Avendo vissuto da vicino decenni di storia e di evoluzione della collettività, come descriverebbe oggi il DNA e il senso di appartenenza dell'italiano che vive nella capitale argentina?

Credo che il DNA italiano possa essere descritto semplicemente attraverso alcuni valori fondamentali: la famiglia, la fede, il lavoro e la passione.

Sono questi i valori che ritroviamo negli italiani che sono arrivati in questa terra, vi hanno messo radici e hanno contribuito a costruire l’Argentina. Ma la presenza italiana nella nostra storia ha radici ancora più profonde e risale alle origini stesse della Repubblica.

Già ai tempi della Rivoluzione di Maggio, tra i protagonisti della costruzione della nostra patria troviamo figure legate all’eredità italiana. Manuel Belgrano, insieme ad altri padri fondatori come Juan José Castelli e Manuel Alberti, appartiene a quella prima generazione che diede vita al processo storico che avrebbe portato alla nascita della Repubblica Argentina.

L’immigrazione italiana, successivamente, attraversò diverse fasi e assunse una dimensione straordinaria a partire dal XIX secolo. Milioni di italiani arrivarono nel nostro Paese, vi misero radici, formarono famiglie e contribuirono, con il loro lavoro, la loro cultura e la loro capacità imprenditoriale, a costruire l’Argentina che conosciamo oggi.

Ma al di là delle diverse fasi migratorie, esiste una continuità profonda: quella capacità di lavorare, di costruire una famiglia, di mantenere viva la propria fede e di mettere passione in tutto ciò che si intraprende.

Credo che sia proprio qui che risieda, ancora oggi, una parte essenziale del senso di appartenenza e dell’identità della nostra comunità.

· Il valore della memoria: Sotto la sua presidenza sono stati fatti passi avanti fondamentali per la realizzazione del Museo dell'Immigrazione Italiana a Buenos Aires. Quanto è importante questo progetto per tramandare la storia dei nostri emigranti alle nuove generazioni e rinsaldare il legame con la madrepatria?

Il Museo nasce da un’ispirazione molto profonda: rendere omaggio a coloro che ci hanno preceduto nel cammino della vita, ma allo stesso tempo lavorare non soltanto per i giovani, bensì con i giovani, nel presente, creando anche un vero e proprio laboratorio di idee per il futuro.

Per questo abbiamo pensato a un museo che non sia semplicemente un luogo di conservazione o di venerazione degli oggetti. Vogliamo un museo vivo, moderno e interattivo, simile al Museo dell’Immigrazione Italiana che si trova a Genova, dove il visitatore sia protagonista dell’esperienza e possa sentirsi personalmente coinvolto e chiamato in causa.

L’idea è che chi lo visita possa comprendere veramente che cosa abbiano significato i processi migratori: le difficoltà, lo sradicamento, il dolore di lasciare la propria terra, le situazioni di discriminazione e, allo stesso tempo, la straordinaria capacità di costruire una nuova vita e mettere radici nel Paese che ha accolto i nostri emigranti.

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