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  • Roma - Mercoledì 20 Maggio 2026

Flotilla, Netanyahu: "Ben-Gvir ha sbagliato". Meloni e Tajani convocano l'Ambasciatore: "Video inaccettabile"

L'intercettazione della Global Sumud Flotilla e il trattamento degradante inflitto ai 430 attivisti ad Ashdod innescano uno scontro totale tra Roma e Tel Aviv e spaccano il gabinetto israeliano. Il ministro Crosetto: "Noi non arrestiamo le persone in mare". Stasera il rientro dei primi due italiani: il deputato Carotenuto e il giornalista Mantovani.

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L'abbordaggio militare della Global Sumud Flotilla in acque internazionali e la successiva pubblicazione di filmati propagandistici da parte della destra radicale israeliana hanno aperto una gravissima crisi diplomatica tra l'Italia e lo Stato ebraico, sollevando un'ondata di indignazione globale.

Il blitz della marina di Tel Aviv ha portato al fermo di 430 attivisti (tra cui circa 30 italiani), trascinati nel porto di Ashdod. A far esplodere il caso sono stati i video diffusi sui canali social dal ministro della Sicurezza Nazionale israeliano, Itamar Ben-Gvir, intitolati "Ecco come accogliamo i sostenitori del terrorismo".

Nelle immagini si vedono i volontari costretti a quattro zampe, ammanettati con fascette, bendati e disposti in ginocchio in un magazzino mentre gli altoparlanti traferiscono l'inno nazionale Hatikva.

Nei video Ben-Gvir deride apertamente i prigionieri esultando: "Benvenuti in Israele, siamo i padroni di casa" e "Il popolo d'Israele vive". In un'altra sequenza il ministro afferma: "Sono arrivati con grande orgoglio, grandi eroi, e guardate come sono ora: niente eroi o altro, sono sostenitori del terrorismo. Chiedo a Netanyahu di consegnarmeli a lungo, li mettiamo nelle carceri dei terroristi".

Verso la fine del filmato, mentre si sentono le urla di una donna, il leader dell'ultra-destra esorta gli agenti mascherati dicendo: "Non lasciatevi turbare dalle loro urla", "ottimo lavoro. Ecco come si fa".

Le reazioni dei massimi vertici del governo italiano sono state immediate e durissime. In una nota congiunta, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, hanno espresso una condanna senza appello: "Le immagini del ministro israeliano Ben Gvir sono inaccettabili. È inammissibile che questi manifestanti, fra cui molti cittadini italiani, vengano sottoposti a questo trattamento lesivo della dignità della persona".

I due leader hanno aggiunto: "Il Governo italiano sta immediatamente compiendo, ai più alti livelli istituzionali, tutti i passi necessari per ottenere la liberazione immediata dei cittadini italiani coinvolti. L'Italia pretende inoltre le scuse per il trattamento riservato a questi manifestanti e per il totale disprezzo dimostrato nei confronti delle esplicite richieste del Governo italiano".

Per queste ragioni, Meloni e Tajani hanno annunciato la convocazione urgente dell'ambasciatore israeliano a Roma per chiedere chiarimenti formali, concetto ribadito da Tajani anche su X: "Quanto emerge dal video del ministro Ben Gvir è assolutamente inaccettabile e contro ogni elementare tutela della dignità umana. D'intesa con il presidente del consiglio ho fatto convocare immediatamente alla Farnesina l'ambasciatore d'Israele in Italia".

Ancora più sferzante il commento del ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha voluto rimarcare la distanza morale tra i due Paesi: "Noi ci vantiamo di altro, ministro. Ci vantiamo di aver sempre trattato con rispetto i suoi connazionali e non abbiamo l'abitudine di arrestare le persone in acque internazionali ma semmai di soccorrerle se ne hanno bisogno. Non penso che con atteggiamenti di questo tipo non si faccia il bene di Israele".

La condanna ha assunto rapidamente una dimensione globale. La Francia, tramite il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot, ha definito "inaccettabili" i video, convocando a sua volta l'ambasciatore israeliano a Parigi. Durissimo l'affondo del presidente sudcoreano Lee Jae Myung, che ha definito il sequestro in acque internazionali come "disumano ed estremo" e "un atto di pirateria", ricordando che il premier Benjamin Netanyahu è a tutti gli effetti "un criminale di guerra" in virtù del mandato di arresto pendente della Corte Penale Internazionale. Anche la Global Sumud Flotilla ha rilascezze un comunicato denunciando un "trattamento vergognoso e riprovevole" con "uomini e donne costretti inginocchiati a terra, legati, umiliati ed esposti come trofei", confermando che 87 attivisti hanno iniziato uno sciopero della fame.

La portavoce Maria Elena Delia ha lodato il coraggio di una giovane attivista che, prima di essere brutalmente atterrata, ha urlato "Free Palestine" in faccia a Ben-Gvir. Critiche sono giunte anche dall'imam di Firenze, Izzeddin Elzir, che ha esortato il governo italiano a bloccare l'invio di armi a Tel Aviv.

Il terremoto politico ha spaccato lo stesso esecutivo israeliano. Il primo ministro Benjamin Netanyahu, nel tentativo di arginare l'isolamento internazionale, ha parzialmente sconfessato il suo ministro: "Israele ha tutto il diritto di impedire alle flottiglie provocatorie di sostenitori del terrorismo di Hamas di entrare nelle nostre acque territoriali e raggiungere Gaza. Tuttavia, il modo in cui il Ministro Ben Gvir ha trattato gli attivisti della flottiglia non è in linea con i valori e le norme di Israele. Ho dato istruzioni alle autorità competenti di espellere i provocatori il prima possibile".

Lo scontro è diventato totale con il duro post del ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa'ar, che si è rivolto direttamente al collega di gabinetto scrivendo: "Tu non sei il volto di Israele", accusandolo di aver arrecato un danno consapevole al Paese e di aver vanificato gli sforzi diplomatici e militari. Ben-Gvir ha replicato con arroganza su X: "Ci sono ancora persone nel governo che non hanno capito come comportarsi con i sostenitori del terrorismo. Ci si aspetta che il ministro degli Esteri israeliano comprenda che Israele ha smesso di essere un bambino che prende schiaffi. Chiunque venga sul nostro territorio per sostenere il terrorismo e identificarsi con Hamas prenderà una sberla e non porgeremo l'altra guancia".

Nel frattempo, la diplomazia italiana si è mossa per accelerare i rimpatri. Parlando a Villa Doria Pamphilj a margine del bilaterale Meloni-Modi, il ministro Tajani ha annunciato una prima svolta: "Stasera rientreranno i primi due italiani, il parlamentare Carotenuto e il giornalista Mantovani".

La Farnesina, in costante contatto con il ministro israeliano Sa'ar e con le autorità di Ashdod tramite i funzionari dell'ambasciata, ha chiesto che tutti i connazionali siano protetti e messi in condizione di ripartire dopo il trasferimento in una struttura di identificazione. Il team legale degli attivisti e l'organizzazione Adalah hanno intanto depositato una formale denuncia alla Procura di Roma.

Alla Camera dei Deputati, infine, le opposizioni italiane sono insorte: Riccardo Ricciardi (M5s) ha chiesto di "sanzionare Israele e interrompere ogni accordo commerciale", Angelo Bonelli (Avs) ha invocato sanzioni immediate contro il "governo criminale di Netanyahu", Arturo Scotto (Pd) ha richiesto la sospensione dell'accordo di associazione Ue-Israele e Riccardo Magi (+Europa) ha preteso un'informativa urgente da parte dell'esecutivo.

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