
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 8 Settembre 2026
Franco Tirelli: «Istituzioni vicine, burocrazia snella e giovani al centro per il futuro degli italiani in Sud America»
Franco Tirelli, deputato MAIE in Argentina, affronta le sfide della comunità italiana, promuovendo servizi consolari e coinvolgimento giovanile.
di Lorenzo Pisoni
Deputato della XIX Legislatura eletto nella ripartizione America Meridionale per il MAIE, Franco Tirelli rappresenta la sterminata comunità italiana del Sud America. Nato a Rosario, avvocato, con un lungo percorso di servizio nel Com.It.Es. e nella cooperazione italo-argentina, ci racconta la sua visione, le battaglie parlamentari e il legame profondo con l'Italia.
Onorevole, lei vive a Rosario, in Argentina. Ci racconti un po' di lei e del suo percorso umano e professionale.
On. Franco Tirelli: Sono nato a Rosario il 10 ottobre 1965, figlio e nipote di cittadini esclusivamente italiani arrivati in Argentina nel 1947. Ho frequentato le scuole alla "Dante Alighieri" di Rosario e mi sono laureato in Giurisprudenza nel 1991. Professionalmente mi sono specializzato in consulenza aziendale e istituzionale, ma il cuore della mia attività è sempre stato al servizio alla collettività.
Dalla dirigenza giovanile in Feditalia nei primi anni 2000, fino alla presidenza del Com.It.Es. di Rosario e dell'Intercomites Argentina, vicepresidente della Camera di Commercio Italiana di Rosario per un decennio (2012-2022), promotore di progetti di assistenza per la Regione Lombardia (2005) e responsabile del gemellaggio sanitario tra l'Ospedale Italiano Garibaldi di Rosario e l'ASL n. 1 Imperiese (2013). Nel 2023 assume la presidenza del Centro Lombardo di Rosario, ho dedicato la mia vita a costruire ponti tra l'Italia e la nostra emigrazione, promuovendo gemellaggi sanitari, cooperazione economica e programmi di assistenza per le fasce più deboli. Nel 2007 ho avuto l'onore di essere nominato Cavaliere dell'Ordine della Stella della Solidarietà Italiana, e dal 2022 proseguo questo impegno come deputato al Parlamento italiano.
Lei rappresenta la circoscrizione con la più grande comunità italiana al mondo. Quali sono oggi i problemi principali degli italiani in Argentina e in Sud America?
On. Franco Tirelli: La criticità principale riguarda la rete consolare. La carenza strutturale di personale nei consolati compromette l'efficienza dei servizi primari. Piattaforme come Prenot@Mi creano enormi difficoltà nel reperire appuntamenti per i passaporti, mentre Fast.it presenta ancora diversi limiti di funzionalità.
A questo si aggiunge l'impossibilità per molti discendenti di accedere al riconoscimento della cittadinanza a causa delle restrizioni introdotte dalla normativa del 2025. Infine, un tema sociale cruciale: la necessità di riavvicinare i giovani alle associazioni, ai Com.It.Es. e alla vita democratica della nostra comunità.
Nel corso del suo mandato ha affrontato molte sfide. Quali nodi è riuscito a sciogliere e su quali c'è ancora da lavorare?
On. Franco Tirelli: Il mio approccio è sempre stato pragmatico. Sfrutto l'esperienza sul campo per offrire risposte dirette: assisto regolarmente i cittadini e i pensionati sulle pratiche INPS attraverso i miei canali di comunicazione e mantengo un filo diretto costante con tutti i Com.It.Es., veicolando le problematiche territoriali agli uffici diplomatici e consolari per trovare soluzioni rapide.
Resta tuttavia ancora molto da fare per quanto riguarda il potenziamento degli organici consolari e la semplificazione delle procedure burocratiche digitali, battaglie su cui continuo a incalzare le istituzioni centrali a Roma.
Quali sono i suoi obiettivi per l’ultima parte della legislatura?
On. Franco Tirelli: Intendo proseguire sul binario della vicinanza concreta ai cittadini: tutela delle pensioni, miglioramento dei servizi di patronato e sostegno alla rete associativa. In vista delle prossime elezioni per il rinnovo dei Com.It.Es., il mio obiettivo prioritario sarà promuovere la massima partecipazione elettorale possibile, coinvolgendo in particolare le nuove generazioni per garantire la continuità e la vitalità delle nostre istituzioni rappresentative all'estero.
Se dovesse dire a un italiano d'Argentina «Viva l'Italia!», per quale motivo dovrebbe essere fiero del nostro Paese?
On. Franco Tirelli: Per la capacità straordinaria dell'Italia di unire una storia millenaria e una cultura universale a una spinta costante verso l'innovazione e la solidarietà. Essere italiani all'estero significa far parte di una comunità globale stimata per l'ingegno, il lavoro e l'umanità. Dobbiamo essere fieri di un Paese che, nonostante le distanze geografiche, riconosce nei suoi figli nel mondo un patrimonio inestimabile di radici e di futuro.
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