
- Prima Notizia 24
- Roma - Giovedì 30 Aprile 2026
Inflazione, l'Istat stima un balzo al 2,8% ad aprile: spingono i prezzi energetici
Secondo i dati preliminari, il rincaro dei beni e dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto accelera sensibilmente rispetto a marzo, portando l'inflazione acquisita al 2,4%.
Secondo le stime preliminari diffuse dall'Istat, nel mese di aprile 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) ha registrato un incremento dell’1,2% su base mensile e del 2,8% su base annua, in netta accelerazione rispetto al +1,7% rilevato nel mese precedente.
Questa spinta inflazionistica è riconducibile principalmente alla marcata risalita dei prezzi dei beni energetici, sia non regolamentati, passati da un calo del 2,0% a un balzo del 9,9%, sia regolamentati, che sono risaliti dal -1,6% al +5,7%.
Parallelamente, si è registrata un’accelerazione nei prezzi degli alimentari non lavorati, saliti dal 4,7% al 6,0%. Di segno opposto è invece l'andamento dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, oltre a quelli relativi ai trasporti, che hanno mostrato segnali di rallentamento.
L’analisi al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, ovvero l’inflazione di fondo, ha evidenziato una frenata passando dal +1,9% al +1,6%, con una dinamica simile per l'indice depurato dai soli prodotti energetici.
Sul fronte dei comparti, i prezzi dei beni hanno subito una forte accelerazione annuale balzando dallo 0,8% al 3,2%, mentre i servizi hanno rallentato fino al 2,4%, determinando un differenziale negativo tra i due settori pari a -0,8 punti percentuali.
Anche il cosiddetto "carrello della spesa", che include i beni alimentari e i prodotti per la cura della casa e della persona, è tornato a salire toccando il 2,5%, così come i prodotti ad alta frequenza d’acquisto, la cui variazione tendenziale è balzata dal 3,1% al 4,3%.
Complessivamente, la variazione congiunturale dell’indice generale riflette gli aumenti mensili degli energetici non regolamentati, dei servizi legati ai trasporti e degli alimentari non lavorati, portando il tasso di inflazione acquisito per il 2026 al 2,4%.
Per quanto riguarda l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA), necessario per il confronto a livello europeo, le stime indicano una variazione mensile dell'1,7%, condizionata dalla fine dei saldi stagionali, e un incremento annuo del 2,9%, quasi raddoppiato rispetto al +1,6% registrato a marzo.
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