Greenpeace, l'accusa ai petrolieri: "Dalla guerra 25 miliardi di extraprofitti nel solo mese di marzo"

L'organizzazione ambientalista punta il dito contro i guadagni record delle compagnie fossili dall'inizio del conflitto. Critiche al nuovo provvedimento del governo: "Disincentiva gli investimenti nelle fonti pulite, uniche armi per uscire dalla crisi".

(Prima Notizia 24)
Martedì 07 Aprile 2026
Roma - 07 apr 2026 (Prima Notizia 24)

L'organizzazione ambientalista punta il dito contro i guadagni record delle compagnie fossili dall'inizio del conflitto. Critiche al nuovo provvedimento del governo: "Disincentiva gli investimenti nelle fonti pulite, uniche armi per uscire dalla crisi".

Un attacco frontale ai colossi dell'energia e alle recenti scelte legislative del governo in materia di bollette.

Greenpeace Italia, attraverso il responsabile delle relazioni istituzionali scientifiche Alessandro Giannì, ha lanciato un duro monito durante la trasmissione Ecoagenda su Teleambiente, focalizzando l'attenzione sui profitti definiti "immorali" accumulati dalle compagnie petrolifere in concomitanza con l'escalation bellica.

Secondo le stime fornite dall'ong, il settore avrebbe beneficiato in modo massiccio dell'instabilità geopolitica: "I petrolieri sono molto contenti di queste guerre, Greenpeace ha stimato che, solo il mese di marzo in Europa, le compagnie petrolifere hanno guadagnato 25 miliardi di extra profitti in più rispetto alla media dei due mesi precedenti".

Oltre alla denuncia sui guadagni extra, l'associazione ambientalista ha espresso una forte preoccupazione per la direzione intrapresa dalle politiche energetiche nazionali.

Sotto la lente d'ingrandimento è finito il nuovo Decreto bollette, accusato di frenare la transizione ecologica proprio nel momento di massima necessità. Il provvedimento, secondo Giannì, "destabilizza il quadro normativo e disincentiva gli investimenti in energie rinnovabili, che servono per uscire dalla crisi".

Per Greenpeace, l'incertezza legislativa rischia di allontanare i capitali necessari per lo sviluppo di solare ed eolico, legando ulteriormente il Paese alla volatilità dei prezzi dei combustibili fossili.

Il dibattito sugli extraprofitti resta dunque accesissimo, con le associazioni che chiedono a gran voce una tassazione più severa di queste rendite finanziarie per finanziare il sostegno a famiglie e imprese colpite dai rincari.

Greenpeace ribadisce che l'unica via d'uscita strutturale dalla dipendenza energetica e dai costi insostenibili risiede in un'accelerazione decisa verso l'indipendenza verde, un percorso che però, a detta dell'organizzazione, sembra oggi ostacolato dalle scelte dell'esecutivo.


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