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- Roma - Martedì 20 Ottobre 2026, 14:25
Guerra in Ucraina, il Nyt: “Trump spinge per l'accordo: concessioni territoriali a Mosca in cambio di aiuti economici”. Vertice a Oslo con l'inviato Usa Witkoff
Nuova intensificazione dei raid russi su Kiev e sui porti del Mar Nero: 4 morti e infrastrutture in fiamme. Merz: “L'Europa sottovaluta la minaccia di Putin”. L'Ue condanna le azioni ibride.
Gli Stati Uniti intensificano il pressing diplomatico sull'Ucraina per giungere a un piano di risoluzione del conflitto che comprenda la cessione dei territori del Donbass alla Russia. Secondo quanto rivelato dal New York Times, il presidente americano Donald Trump starebbe cercando di convincere il leader ucraino Volodymyr Zelensky ad accettare le condizioni richieste da Mosca, sostenendo che la difesa delle province orientali non giustifichi le perdite umane ed economiche e promettendo in cambio significativi aiuti finanziari per la ricostruzione.
Il piano d'azione statunitense prevede un passaggio interlocutorio a Oslo, dove Zelensky è giunto per un vertice a porte chiuse con il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre, il presidente finlandese Alexander Stubb, i rappresentanti del gruppo E4 (Regno Unito, Francia, Germania e Polonia) e i funzionari di Unione Europea e Nato. A rappresentare la diplomazia di Washington c'è l'inviato speciale Steve Witkoff, affiancato in collegamento remoto dal consigliere Jared Kushner.
Al termine della missione norvegese, Witkoff si recherà direttamente a Mosca: il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha espresso l'auspicio che il presidente Vladimir Putin possa incontrarlo a breve per ricevere aggiornamenti diretti sui colloqui e riprendere con urgenza il dialogo bilaterale sulla sicurezza e sul controllo degli armamenti nucleari.
Parallelamente ai movimenti diplomatici, le forze armate russe hanno sferrato una nuova serie di bombardamenti su vasta scala. Nella regione di Kiev, tre persone hanno perso la vita e quattro sono rimaste ferite a seguito dell'impatto di droni kamikaze lungo l'autostrada per Odessa, mentre nel quartiere della capitale Holosiivskyi si registra un ulteriore decesso causato dalla caduta di un velivolo senza pilota nei pressi di un distributore di carburante. Il bilancio complessivo della notte conta almeno quattro vittime e undici feriti, compresi i danni registrati a un impianto industriale nel distretto di Obukhiv e i continui bombardamenti su Zaporizhzhia.
Il Ministero della Difesa russo ha rivendicato l'attacco a diverse infrastrutture logistiche e portuali, tra cui il centro Grand Import a Khmelnytskyi, il nodo di trasporti Windor Trans Service a Kovel e tre mercantili nel porto di Reni, oltre a un'imbarcazione cargo diretta a Odessa accusata di trasportare forniture militari.
Sul piano delle reazioni internazionali, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha lanciato un forte allarme nell'intervista rilasciata a Bloomberg: “L'Europa sta sottovalutando la minaccia della Russia. Gli obiettivi di Putin vanno chiaramente oltre l'Ucraina: il Cremlino punta a destabilizzare l'intero ordine politico del continente europeo, minando le democrazie e l'integrazione dell'Unione Europea. Per questo è fondamentale che l'Europa continui a finanziare in modo indipendente la difesa di Kiev”.
L'Alta Rappresentante dell'Unione Europea per gli Affari Esteri, Kaja Kallas, ha denunciato durante la plenaria l'ulteriore escalation nel Mar Nero, sottolineando come sei attacchi condotti nell'arco di dieci giorni da droni russi contro la navigazione commerciale costituiscano un atto inaccettabile.
Dagli Stati Uniti, il vicepresidente JD Vance ha invece ribadito le distanze tra le posizioni di Washington e quelle di Kiev: “In un certo senso l'Ucraina è sicuramente un partner, ma abbiamo divergenze di interessi. Non abbiamo un'alleanza ufficiale con Kiev e non credo debba far parte della Nato, pur rimanendo un Paese rispettabile con cui coopereremo su diversi dossier”.
Nel contesto della crisi umanitaria si registra inoltre un dialogo telefonico promosso da Papa Leone XIV sia con Zelensky sia con la presidenza statunitense per favorire una tregua locale nella città di Oleshky, per la quale il Cremlino ha confermato l'avvio di contatti tra la propria commissaria per i Diritti Umani Yana Lantratova e i funzionari internazionali.
Sul fronte delle vittime della repressione interna russa, la emittente CNN ha diffuso la storia di Masha Moskalyova, la giovane che all'età di 12 anni realizzò un disegno pacifista a scuola subendo la persecuzione delle autorità: oggi sedicenne, vive rifugiata in Francia con il padre dopo anni di traversie giudiziarie e la reclusione dell'uomo in colonia penale.
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