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  • Reggio Calabria - Lunedì 19 Ottobre 2026, 19:40

Archeologia e diplomazia culturale, a Reggio Calabria la mostra "Ispirazioni. Vite italiane dell'arte greca"

Dal 22 ottobre al 31 dicembre il Museo Archeologico Nazionale ospita la grande esposizione internazionale promossa dal Ministero della Cultura nell'ambito del Piano Olivetti. In mostra capolavori storici come il Trono Ludovisi, la Fanciulla di Anzio e le teste di Porticello.

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Dopo la prima tappa allestita al Museo dell'Acropoli di Atene, la grande mostra internazionale "Ispirazioni. Vite italiane dell'arte greca" sbarca a Reggio Calabria: dal 22 ottobre al 31 dicembre, il Museo Archeologico Nazionale — casa dei celebri Bronzi di Riace e custode dei reperti delle principali polis magno-greche — accoglierà il progetto espositivo promosso dal Ministero della Cultura nell'ambito del Piano Olivetti per la cultura.

L'iniziativa nasce da una stretta collaborazione istituzionale tra Italia e Grecia, sviluppata a seguito della visita ad Atene del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, nel giugno 2025. Il progetto è stato elaborato dal Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale, attraverso l'Istituto centrale per la valorizzazione economica e la promozione del patrimonio culturale, in sinergia con il Museo dell'Acropoli di Atene e il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. La curatela è affidata ad Alfonsina Russo, Nikolaos Stampolidis, Roberta Alteri, Alessio De Cristofaro e Fabrizio Sudano.

Il percorso espositivo intende ricostruire la "biografia" dei capolavori dell'arte greca, analizzandone la circolazione, i riusi, i trasferimenti e le continue reinterpretazioni nella penisola italiana dalla tarda età del Ferro fino al Novecento. L'obiettivo è mostrare l'arte greca non come un insieme di oggetti isolati, ma come un linguaggio fondativo per l'identità occidentale e la cultura europea contemporanea.

La mostra si articola in sette sezioni tematiche che guidano il visitatore dai primi scambi culturali precedenti alla conquista romana fino alla nascita del collezionismo moderno, chiudendosi con un focus sulla ricezione dell'antico tra Settecento e Novecento, da Antonio Canova ai maestri del XX secolo.

Tra le opere di assoluto rilievo in esposizione figurano una statua femminile proveniente dall'Acropoli ateniese, il Trono Ludovisi, la Fanciulla di Anzio e le celebri teste bronzee recuperate dal relitto di Porticello.

L'evento sarà affiancato da un programma pubblico articolato, con laboratori educativi, iniziative per l'inclusione sociale e percorsi didattici pensati per scuole, studiosi e visitatori, con l'intento di fare del patrimonio archeologico un volano di rigenerazione e coesione per l'intero territorio.

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