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- Roma - Lunedì 29 Giugno 2026
Il caldo frena anche l'economia: fino a 126 miliardi di Pil a rischio in Italia
Le ondate di calore non mettono a rischio soltanto la salute, ma incidono sempre di più anche su produttività, consumi, raccolti e conti pubblici. Gli studi evidenziano un impatto crescente sull'economia, mentre molte imprese non sono ancora preparate ad affrontare gli effetti del cambiamento climatico.
L'emergenza caldo non produce conseguenze soltanto sul benessere delle persone, ma incide in maniera sempre più significativa anche sull'economia. Le temperature elevate riducono la produttività, aumentano i consumi energetici, mettono sotto pressione il settore agricolo e costringono imprese e istituzioni a fare i conti con costi sempre più elevati. Quello che fino a pochi anni fa era considerato un fenomeno esclusivamente meteorologico è oggi diventato anche un fattore economico in grado di influenzare crescita, investimenti e finanza pubblica.
Ogni grado in più riduce la produttività
Secondo un'analisi di Allianz Trade, gli effetti più evidenti iniziano quando il termometro supera i 30 gradi. Ogni grado in più compreso tra i 30 e i 35 gradi determina infatti una riduzione della produttività oraria media di circa il 3%, mentre il fabbisogno energetico cresce dell'1,2% per ogni grado a causa del maggiore utilizzo degli impianti di climatizzazione. Un doppio effetto che pesa sia sui costi delle imprese sia sull'efficienza dei lavoratori.
Entro il 2050 danni miliardari alle infrastrutture
Le prospettive per i prossimi decenni risultano ancora più preoccupanti. Secondo Deloitte, entro il 2050 i danni diretti alle infrastrutture italiane potrebbero raggiungere i 5 miliardi di euro all'anno, mentre l'impatto complessivo sull'economia potrebbe tradursi in una riduzione del Prodotto interno lordo compresa tra l'1,6% e il 6%, a seconda dell'intensità degli eventi climatici. Le conseguenze non riguardano soltanto produzione e consumi, ma anche il sistema finanziario, con possibili ripercussioni sul debito pubblico, sui costi di finanziamento e sulla capacità dello Stato di sostenere nuovi investimenti.
A rischio 126 miliardi di Pil in Italia
Gli economisti di Allianz stimano che, rispetto allo scenario climatico storico, la perdita cumulata di Pil possa oscillare tra il 5% e il 7% nei principali Paesi europei. Per l'Italia il danno potenziale è stimato in 126 miliardi di euro, mentre le perdite potrebbero arrivare a 206 miliardi in Francia, 112 miliardi in Germania e 103 miliardi in Spagna. Dal 1980 a oggi gli episodi di stress termico sono aumentati di sette volte e la mortalità collegata alle ondate di calore è cresciuta di cinque volte. L'Italia risulta inoltre tra i Paesi maggiormente esposti, rappresentando circa il 18% dei decessi mondiali attribuiti alle ondate di caldo, seconda soltanto alla Russia.
Consumatori e imprese sempre più in difficoltà
Gli effetti economici non riguardano soltanto la produzione. Secondo le stime, nel nostro Paese i consumi potrebbero diminuire del 4,2%, mentre gli investimenti rischiano una contrazione ancora più marcata, fino al 12,8%, con conseguenze sulla futura capacità produttiva del sistema economico. Anche i conti pubblici potrebbero subire un forte deterioramento. Le entrate fiscali annuali potrebbero ridursi dell'1,3%, mentre il deficit pubblico rischierebbe di aumentare di circa 1,9 punti percentuali di Pil, complicando ulteriormente il rispetto dei parametri di bilancio europei.
Le aziende sono ancora poco preparate
Nonostante gli effetti del cambiamento climatico siano ormai evidenti, molte imprese italiane risultano ancora impreparate. Tra le piccole e medie aziende soltanto il 14% ha adottato misure specifiche per garantire la continuità operativa durante eventi climatici estremi, mentre appena il 10% è intervenuto per adeguare impianti ed edifici alle nuove condizioni ambientali.
Servono investimenti e strategie di adattamento
Secondo gli esperti, per contenere gli effetti economici delle ondate di calore saranno necessari interventi sia pubblici sia privati. Tra le priorità figurano investimenti nei sistemi di raffrescamento passivo degli edifici, il potenziamento delle reti elettriche, una maggiore tutela dei lavoratori esposti alle alte temperature e strumenti capaci di aiutare imprese e territori ad adattarsi ai cambiamenti climatici. L'obiettivo è limitare i danni sull'economia e rendere il sistema produttivo più resiliente di fronte a fenomeni destinati a diventare sempre più frequenti e intensi.
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