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- Roma - Lunedì 29 Giugno 2026
Ue, dal 1° luglio arriva la tassa sui piccoli pacchi extra Ue: quanto si pagherà e cosa cambia per gli acquisti online
L'Unione europea introduce un contributo di 3 euro sui pacchi provenienti da Paesi extra Ue e di valore inferiore a 150 euro. La misura, destinata a diventare obbligatoria da novembre, punta a rafforzare i controlli doganali e a garantire maggiore concorrenza tra commercio tradizionale ed e-commerce.
Dal 1° luglio i pacchi provenienti da Paesi extra Unione europea e di valore inferiore a 150 euro saranno soggetti a una nuova imposta di 3 euro. La misura, che inizialmente sarà applicata su base volontaria, diventerà obbligatoria dal 1° novembre 2026 e resterà in vigore fino al 30 giugno 2028, quando entrerà in funzione un nuovo sistema di tassazione più articolato. Il provvedimento interessa tutti i pacchi provenienti da Paesi terzi e non riguarda esclusivamente le piattaforme cinesi, anche se colossi dell'e-commerce come Temu, Shein e AliExpress saranno tra quelli maggiormente coinvolti.
Dal 2028 arriverà una tassa variabile
L'attuale contributo fisso rappresenta una soluzione temporanea. Dal 1° luglio 2028 sarà infatti sostituito da un sistema progressivo che terrà conto di diversi parametri, tra cui il valore della merce, il peso del pacco e il Paese di provenienza. Nel frattempo, le autorità doganali europee utilizzeranno questo periodo per raccogliere dati e definire il nuovo modello di tassazione.
Come saranno distribuiti gli incassi
La nuova imposta costituirà una delle cosiddette "entrate proprie" dell'Unione europea. Il 75% del gettito confluirà direttamente nel bilancio comunitario, mentre il restante 25% sarà destinato allo Stato membro in cui il pacco viene importato. La misura sostituisce le eventuali imposte nazionali previste sullo stesso tipo di spedizioni.
In arrivo anche una commissione di gestione
Alle nuove regole doganali si aggiungerà, probabilmente tra ottobre e novembre, anche una commissione di gestione europea compresa tra 2 e 3 euro, prevista dal nuovo Codice doganale dell'Unione. L'Italia aveva ipotizzato una commissione analoga da 2 euro, che però non entrerà mai in vigore proprio perché sarà sostituita dal sistema europeo. Di conseguenza, per alcuni acquisti il costo complessivo aggiuntivo potrà arrivare a 5 o 6 euro tra imposta doganale e commissione di gestione.
Addio all'esenzione sotto i 150 euro
Finora le spedizioni di valore inferiore ai 150 euro beneficiavano della cosiddetta soglia de minimis, che le esentava dal pagamento dei dazi doganali. Con il nuovo sistema questa agevolazione viene superata, nell'ottica di uniformare le regole tra il commercio tradizionale e quello online. Secondo Bruxelles, infatti, le aziende europee pagano dazi quando importano grandi quantitativi di merci, mentre molti operatori extra Ue riescono a spedire direttamente ai consumatori evitando questi costi.
Perché Bruxelles introduce la nuova imposta
Secondo la Commissione europea, il provvedimento nasce con diversi obiettivi. Da un lato si punta a rafforzare i controlli sui prodotti provenienti dall'estero, garantendo che rispettino gli standard di sicurezza europei. Dall'altro si vuole assicurare una maggiore concorrenza tra i negozi tradizionali e i grandi operatori dell'e-commerce internazionale. Le istituzioni europee sottolineano inoltre che la misura non è rivolta contro un singolo Paese, ma si applica indistintamente a tutte le merci provenienti da Stati extra Ue.
Numeri in costante crescita
La decisione arriva in un momento di forte espansione del commercio elettronico. Nel solo 2025 sono entrati nell'Unione europea circa 5,9 miliardi di piccoli pacchi, pari a una media di 16 milioni di spedizioni al giorno. Queste rappresentano il 98% di tutti i beni importati attraverso questo canale, ma generano appena il 2% delle entrate doganali complessive. Secondo le stime della Commissione europea, inoltre, oltre il 60% dei prodotti contenuti nei piccoli pacchi non sarebbe conforme agli standard richiesti dall'Unione.
L'obiettivo è tutelare imprese e consumatori
Il commercio al dettaglio rappresenta uno dei pilastri dell'economia europea, con circa 30 milioni di occupati e un contributo pari all'11,5% del valore aggiunto complessivo. Per Bruxelles il nuovo sistema contribuirà a creare condizioni di concorrenza più equilibrate tra le imprese europee e i grandi operatori dell'e-commerce internazionale, rafforzando al tempo stesso le risorse del bilancio comunitario e la tutela dei consumatori attraverso controlli doganali più efficaci.
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