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  • Melbourne - Sabato 8 Agosto 2026

Il "duopolio" del piatto: perché la spesa costa così cara in Australia e gli articoli per la casa no

In Australia, il costo elevato dei generi alimentari contrasta con i prezzi contenuti degli articoli per la casa, evidenziando un paradosso economico.

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di Lara Pisoni da Melbourne

Tra le corsie dei supermercati australiani si consuma ogni giorno un paradosso economico che spiazza chiunque metta piede nel Nuovissimo Continente. Riempire il frigorifero con frutta fresca, carne, latte e formaggio richiede budget sempre più elevati, mentre arredare o equipaggiare un intero appartamento con piatti, tessili, elettrodomestici e utensili da cucina ha prezzi più contenuti.
Questo fenomeno, noto come il "paradosso del carrello", non è una casualità, ma il risultato diretto della struttura industriale australiana, delle catene di approvvigionamento globali e di un mercato alimentare fortemente concentrato. 
Mentre in Europa la presenza di decine di catene di distribuzione mantiene viva la concorrenza, la spesa quotidiana in Australia è dominata principalmente da due giganti: Coles e Woolworths. Insieme controllano circa il 67% dell'intero settore alimentare nazionale, un livello di concentrazione tra i più alti al mondo che è finito anche al centro di un'indagine della Australian Competition and Consumer Commission (ACCC) per presunte pratiche di prezzo poco trasparenti. 
I fattori chiave dietro il costo dei generi alimentari: logistica e distanze immense: Trasportare beni deperibili e prodotti freschi attraverso un continente vasto richiede una catena del freddo complessa e costosa, vulnerabile a eventi climatici estremi (siccità, inondazioni) che riducono l'offerta agricola locale; costo del lavoro elevato: I salari minimi australiani sono tra i più alti al mondo. Se da un lato garantiscono un buon potere d'acquisto generale, dall'altro incidono sui costi della manodopera lungo tutta la filiera agroalimentare, dalla raccolta nei campi al confezionamento e alla cassa; beni non accumulabili: Il cibo ha una scadenza breve: non può essere stoccato nei magazzini per mesi in attesa di tempi migliori, costringendo i consumatori ad acquistare a qualsiasi prezzo di mercato.
E negli ultimi anni il costo della spesa al supermercato ha registrato rincari che hanno superato il tasso di inflazione generale, rendendo i generi alimentari la seconda voce di spesa quotidiana più gravosa per le famiglie australiane, subito dopo l'alloggio. 
All'estremo opposto si trova il comparto degli articoli per la casa e della casa-decorazione (homewares). In catene diffusissime come Kmart Australia, Target, Big W o IKEA, è normale trovare un set di padelle, tende, lenzuola di cotone o piccoli elettrodomestici a prezzi marginali, talvolta inferiori rispetto ai corrispondenti europei. 
La spiegazione risiede nella natura stessa dei prodotti non deperibili: importazione a basso costo: La quasi totalità degli articoli per la casa viene prodotta in serie nei centri manifatturieri dell'Asia orientale e sud-orientale (Cina, Vietnam, India) a costi di produzione minimi; efficienza dei container: Beni durevoli, pieghevoli o impilabili viaggiano via nave a costi di trasporto per singola unità estremamente ridotti rispetto ai prodotti alimentari refrigerati; modello ad alto volume e basso margine: Catene come Kmart hanno rivoluzionato il retail australiano puntando sul design essenziale e su volumi di vendita enormi, riducendo al minimo i margini sui singoli prodotti per attrarre flussi continui di clienti.
Per chi si trasferisce o vive in Australia, questa asimmetria ridisegna le abitudini quotidiane.
Per molte famiglie e studenti residenti, sistemare la casa o rinnovare l'arredamento richiede uno sforzo economico contenuto, mentre fare la spesa settimanale per quattro persone costituisce una voce di bilancio costante e impegnativa.
Le istituzioni e le associazioni dei consumatori continuano a chiedere una maggiore diversificazione della grande distribuzione alimentare per introdurre vera concorrenza e calmierare i prezzi al consumo.

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