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  • Roma - Giovedì 2 Luglio 2026

Intelligenza artificiale e scanner 3D: al Mauriziano di Torino l'odontoiatria diventa più precisa e meno invasiva per i pazienti fragili

L'ospedale introduce nuove funzionalità basate sull'intelligenza artificiale nello scanner intraorale. Addio, nella maggior parte dei casi, alle tradizionali impronte dentali: un importante passo avanti soprattutto per bambini, persone con disabilità e pazienti con disturbi dello spettro autistico.

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L'intelligenza artificiale continua a trovare nuove applicazioni nella sanità pubblica. All'Ordine Mauriziano di Torino la tecnologia è ora al servizio dell'odontoiatria grazie all'introduzione di nuove funzionalità basate sull'IA nello scanner intraorale in dotazione alla Struttura Complessa di Odontostomatologia. L'innovazione consente di migliorare la qualità delle cure, rendendole più precise, meno invasive e maggiormente personalizzate, soprattutto per quei pazienti che necessitano di percorsi assistenziali particolarmente delicati. Tra i principali beneficiari figurano bambini, persone con disabilità, pazienti con disturbi dello spettro autistico, malati oncologici e persone che devono affrontare interventi chirurgici correlati alle cure odontoiatriche.

Un punto di riferimento per tutto il Piemonte

Diretta dal dottor Paolo Appendino, la Struttura Complessa di Odontostomatologia del Mauriziano rappresenta una delle sole tre strutture ospedaliere pubbliche dedicate all'odontoiatria presenti in Piemonte, insieme ai reparti dell'Ospedale Martini dell'Asl Città di Torino e dell'Asl di Vercelli. Ogni anno il reparto registra circa 20 mila accessi ambulatoriali, segue circa 200 pazienti ortodontici ed eroga oltre 3.100 prestazioni dedicate alle persone con disabilità, confermandosi uno dei principali centri regionali per l'odontoiatria speciale. L'attività è rivolta a pazienti che, per le loro condizioni cliniche o sociali, richiedono cure altamente specialistiche: dai bambini ai pazienti con disturbi dello spettro autistico, dalle persone con disabilità ai malati oncologici, fino a chi soffre di gravi malocclusioni o patologie parodontali.

Addio alle impronte con paste e cucchiai

Lo scanner intraorale, già presente nel reparto da quattro anni, è stato recentemente aggiornato con nuove funzionalità software basate sull'intelligenza artificiale. Lo strumento consente di acquisire immagini tridimensionali ad altissima definizione dell'intero cavo orale, eliminando nella maggior parte dei casi la necessità delle tradizionali impronte dentali realizzate con paste e cucchiai. Una procedura che, soprattutto nei pazienti più fragili, può risultare fastidiosa e difficilmente tollerabile. La scansione digitale permette invece di ottenere in pochi minuti una riproduzione estremamente precisa dell'anatomia dentale, migliorando sia il comfort del paziente sia la qualità del lavoro clinico.

L'IA aiuta a progettare cure su misura

L'intelligenza artificiale interviene durante l'elaborazione delle immagini raccolte dallo scanner. Il sistema ricostruisce digitalmente l'intera anatomia dentale del paziente e supporta gli specialisti nella pianificazione di trattamenti ortodontici e protesici sempre più accurati. Attraverso simulazioni digitali è possibile prevedere il risultato finale delle cure e progettare dispositivi terapeutici completamente personalizzati. La tecnologia trova applicazione nella realizzazione di allineatori trasparenti, protesi dentarie e nella pianificazione di interventi complessi, offrendo un livello di precisione difficilmente raggiungibile con le metodologie tradizionali.

Un aiuto prezioso per i pazienti più vulnerabili

I vantaggi sono particolarmente evidenti nei bambini e nelle persone con disturbi dello spettro autistico o con disabilità. In questi casi l'acquisizione delle impronte tradizionali può risultare molto complicata a causa della scarsa tollerabilità dei materiali utilizzati o delle difficoltà di collaborazione durante la visita. Grazie alla scansione digitale è invece possibile acquisire rapidamente le immagini anche nei pazienti meno collaboranti, completando successivamente la ricostruzione virtuale dell'intera arcata dentaria senza creare ulteriori disagi.

Percorsi dedicati ai pazienti con autismo

L'innovazione tecnologica si affianca a un modello assistenziale costruito sulle esigenze delle persone più fragili. Per i pazienti con disturbi dello spettro autistico la Struttura Complessa ha sviluppato specifici percorsi di odontoiatria speciale che utilizzano strumenti di Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) e "storie sociali" personalizzate. Consultabili anche attraverso tablet, questi strumenti accompagnano il paziente nella scoperta del percorso di cura, illustrando in anticipo ogni fase della visita e contribuendo a ridurre ansia, paure e comportamenti oppositivi. Il progetto è stato sviluppato anche grazie al contributo di due igienisti dentali recentemente inseriti nell'équipe.

Appendino: "Così miglioriamo anche l'esperienza del paziente"

"L'innovazione ha valore quando migliora concretamente la qualità delle cure", spiega Paolo Appendino, direttore della Struttura Complessa di Odontostomatologia. "Lo scanner intraorale ci permette di lavorare con maggiore precisione, ma soprattutto di offrire un'esperienza molto meno invasiva rispetto alle impronte tradizionali. Per molti bambini, per le persone con disabilità o con disturbi dello spettro autistico questo significa affrontare il percorso di cura con maggiore serenità, migliorando la collaborazione e, di conseguenza, i risultati clinici."

Dall'Occo: "Tecnologia al servizio delle persone"

Per il direttore generale del Mauriziano, Franca Dall'Occo, l'introduzione dell'intelligenza artificiale rappresenta un ulteriore passo avanti nella modernizzazione della sanità pubblica. "Il Mauriziano continua a investire nell'innovazione tecnologica mettendola al servizio delle persone. Anche in un ambito altamente specialistico come l'odontoiatria, il servizio sanitario pubblico può essere protagonista nell'introdurre strumenti avanzati che migliorano la qualità delle cure e l'accessibilità dei percorsi assistenziali, con particolare attenzione ai pazienti più fragili."

Riboldi: "Una sanità pubblica sempre più umana"

Anche l'assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi, sottolinea il valore del progetto. "L'innovazione tecnologica acquista il suo valore più autentico quando migliora concretamente la vita delle persone. L'esperienza del Mauriziano dimostra come l'intelligenza artificiale possa essere uno strumento al servizio di una sanità pubblica sempre più umana, capace di rendere le cure più precise, meno invasive e più accessibili, soprattutto per i bambini, le persone con disabilità e i pazienti più fragili." Per la Regione Piemonte questa esperienza rappresenta un modello da sviluppare ulteriormente, con l'obiettivo di coniugare innovazione tecnologica, competenze cliniche e attenzione alla persona, rendendo le cure sempre più efficaci, moderne e inclusive.

 

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