Ultim’ora

Ascolta il giornale radio

Sport

  • Prima Notizia 24
  • Roma - Martedì 20 Ottobre 2026, 13:35

Lazio in vetta, il ds Fabiani lancia un appello alla tifoseria: “Facciamo una tregua, l'Olimpico vuoto pesa”

Dopo il netto successo per 3-0 in casa della Juventus che proietta i biancocelesti in testa alla classifica, il dirigente chiede il rientro dei sostenitori allo stadio. Spazio agli elogi per l'impatto di mister Gattuso, promosso a pieni voti anche da Gigi Buffon.

Condividi questo articolo

Il brillante avvio di stagione della Lazio, culminato nel perentorio successo per 3-0 maturato sul campo della Juventus e nella coabitazione in vetta alla classifica con l'Inter, continua a fare i conti con la spaccatura interna tra la piazza e la proprietà.

Nonostante la risposta massiccia della tifoseria nelle trasferte, le gare casalinghe allo Stadio Olimpico registrano la diserzione della maggioranza dei sostenitori in segno di contestazione verso il presidente Claudio Lotito.

Una situazione complessa su cui è intervenuto il direttore sportivo Angelo Fabiani dai microfoni di Lazio Style Radio, rivolgendo un accorato appello al popolo biancoceleste: “Voglio lanciare un guanto d’amore e di buon senso: siamo tutte persone intelligenti, prendiamoci una tregua. Poi ognuno rimane sulle proprie posizioni. Questo significherebbe qualcosa di importante per questi ragazzi, per i giocatori, per l’allenatore. Non c’è un problema di botteghino, non c’entra nulla una questione economica. Ma mi piacerebbe vedere già da sabato uno stadio pieno, al di là del risultato che mi auguro sia positivo. Anche quando non lo fosse mi piacerebbe accarezzare un ambiente festoso, tra tifosi e calciatori. Cosa desidero da questo campionato? Una tregua. Penso sarebbe il campionato più bello che io possa aver mai vinto”.

Il dirigente si è soffermato sul contrasto tra il calore ricevuto a Torino e la desolazione della cornice casalinga: “Come tutti hanno visto domenica a Torino c’è stato uno spettacolo nello spicchio dello stadio riservato ai nostri tifosi, con la gioia dei ragazzi di condividere con la propria gente la vittoria. Sarò ripetitivo e mi prenderò altri insulti, ma non fa niente, è il mio ruolo: il fatto che l’Olimpico sia vuoto la sento un po’ come una sconfitta, un macigno, mi pesa molto. Roba da non dormirci la notte. Rifacendomi a situazioni molto più serie di queste come le guerre, penso che esistano le tregue”.

Nel valutare il momento della squadra, Fabiani ha richiamato l'ambiente alla massima concentrazione in vista del prossimo impegno interno contro il Parma: “C’è stato un avvio di campionato importante ma non significa nulla, la strada è molto lunga e di insidie ce ne saranno tantissime. Tutti ci godiamo questo bel momento, è giusto che sia così, ma invito tutti alla moderazione. Conta ciò che faremo domani, non ciò che si è fatto ieri. Già sabato ci sarà una partita difficile, forse la più complicata di tutte quelle che abbiamo affrontato. Vedrete che non sarà facile. Gattuso vive le sconfitte come la vittoria, con massimo equilibrio e serenità. Da una sconfitta bisogna trarne spunti positivi, così come da una vittoria bisogna trovare spunti positivi. Sta dimostrando di essere un allenatore di grandissime capacità, soprattutto morali”.

Particolarmente calorosi sono stati i passaggi dedicati all'impronta impressa dal nuovo tecnico Rino Gattuso sulla rosa capitolina: “Con Gattuso c’è sempre stata nell’aria l’idea di approdare alla Lazio. L’idea è nata all’indomani della separazione con Sarri. Siamo andati su Rino ed è bastata una stretta di mano. A lui piacciono le sfide, fa parte del suo carattere. C’è stata subito un’intesa con la società e ci siamo messi al lavoro. Lui bleffa un po’ ma questa squadra sta divertendo, ha delle idee chiare. I ragazzi stanno incarnando il suo spirito battagliero, perché Rino è tra i più amati in Italia per le sue gesta in Nazionale e per le vittorie. È un gladiatore, da battaglia. E chissà, credo che la squadra voglia emularlo da questo punto di vista. Domenica la squadra ha finito con 31-32 km/h come media, questo significa che i ragazzi fanno due-tre metri in più rispetto al passato. Stanno prendendo molto da lui. Lui incarna l’umiltà e il senso del sacrificio per quello che ha fatto nel mondo del calcio, è un uomo impostato e d’altri tempi. E trasmette tutto ai giocatori”.

A confermare l'eccellente lavoro svolto dall'allenatore calabrese sono giunte anche le parole di Gigi Buffon, intervenuto sulle pagine della Gazzetta dello Sport: “La Lazio è una squadra rinvigorita e che si diverte. Gattuso deve aver trovato le parole giuste. Se arrivasse in Champions sarebbe qualcosa di assoluto. Rino alla Lazio ha trovato la chiave giusta, ma sbaglia a dire che non si sceglierebbe: uno come lui io lo vorrei sempre, con l’umiltà è diventato un grande. Era il compagno di classe non geniale ma che impegnandosi a mille aveva ottimi voti. Studia perché è orgoglioso e, se fa una cosa, non vuole essere uno dei tanti”.

L'ex capitano azzurro ha infine azzardato un paragone illustre sulla gestione dello spogliatoio e difeso l'operato del tecnico: “In Rino rivedo Lippi nella gestione del gruppo e nel fare esprimere vitalità a ogni giocatore. Lo sapete tutti che i giocatori si sarebbero buttati nel fuoco per lui come per Marcello. Sapevo che avrebbe creato, col pochissimo tempo a disposizione, un rapporto con la squadra, dato empatia, senso di appartenenza e, al di là di tutti i pregiudizi e le etichette con cui combatte da sempre, sarebbe stato un ct competente. Era in panchina da dodici anni con esperienze e soprattutto il carisma perfetto per risollevare la Nazionale da quella situazione di crisi d’identità”.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24