
- Prima Notizia 24
- Roma - Domenica 13 Settembre 2026
Leone XIV compie 71 anni, il primo compleanno da Papa: la sobrietà di un Pontefice che parla al mondo
Nato a Chicago il 14 settembre 1955, Robert Francis Prevost festeggia per la prima volta il compleanno da Pontefice. Una ricorrenza nel segno della sobrietà e del servizio, mentre Leone XIV continua a indicare nella pace, nel dialogo e nel perdono le parole chiave del suo pontificato.
Settantuno candeline, ma questa volta il compleanno è diverso da tutti gli altri. Papa Leone XIV compie domani 71 anni, il suo primo compleanno da quando è salito al soglio di Pietro.
Robert Francis Prevost è nato il 14 settembre 1955 a Chicago. Una storia americana diventata progressivamente universale, fino all'elezione a Pontefice e all'inizio del suo ministero petrino nel maggio 2025. Da allora il suo nome, il suo volto e soprattutto le sue parole sono entrati nella quotidianità di milioni di persone.
E forse proprio la normalità è una delle chiavi per raccontare questo primo compleanno da Papa.
Non una celebrazione costruita attorno all'uomo, ma una giornata che continuerà ad avere al centro il ministero. Lunedì mattina Leone XIV è infatti atteso alla Biblioteca Apostolica Vaticana, dove inaugurerà “AQVA”, primo capitolo del ciclo espositivo “Catastrofe e meraviglia”, un percorso che mette in dialogo il patrimonio storico della Biblioteca con l'arte contemporanea e con le grandi inquietudini dell'uomo.
Una scelta quasi simbolica per il giorno del compleanno: entrare in un luogo della memoria per guardare al futuro.
È anche attraverso gesti come questo che sta prendendo forma lo stile di Leone XIV. Un Pontefice che non sembra cercare l'effetto, ma il significato; che privilegia parole misurate e, proprio per questo, spesso capaci di arrivare lontano.
Lo si è visto ancora una volta nell'Angelus di questa domenica, quando ha scelto di parlare del perdono come condizione necessaria per la pace. «Solo il perdono libera e riporta la luce», ha ricordato, indicando nella capacità di spezzare la catena del rancore una strada che riguarda le persone, le famiglie e, inevitabilmente, anche i popoli.
È uno dei fili che attraversano il suo pontificato: la ricerca di una pace che non sia soltanto assenza di guerra, ma capacità di tornare a parlarsi.
A 71 anni Leone XIV porta con sé un percorso umano ed ecclesiale nel quale convivono mondi diversi. Le radici negli Stati Uniti, la lunga esperienza missionaria, la conoscenza dell'America Latina, il governo della Chiesa e infine Roma. Una biografia che aiuta a comprendere anche quella propensione all'ascolto e all'incontro che emerge nei suoi interventi.
Domani, però, dietro il bianco della veste pontificia ci sarà inevitabilmente anche Robert Francis Prevost, l'uomo nato a Chicago 71 anni fa.
È questo forse l'aspetto più “human” della ricorrenza. Anche un Papa ha una data sul calendario che parla della propria storia, degli anni trascorsi, degli incontri, delle persone conosciute, delle scelte compiute e di quelle ancora da affrontare.
Ma per Leone XIV il primo compleanno da Pontefice arriva mentre il mondo continua a chiedere alla Santa Sede una voce nelle grandi crisi internazionali. Guerre, violenze, divisioni sociali e nuove fragilità accompagnano questi primi mesi di pontificato e rendono ancora più evidente il peso di ogni parola pronunciata dalla finestra del Palazzo Apostolico.
Non è casuale che proprio alla vigilia del compleanno il Papa abbia scelto di ricordare che senza perdono «non si può vivere in pace». Un'affermazione religiosa, certamente, ma anche profondamente umana.
Dopo l'appuntamento alla Biblioteca Vaticana, la giornata potrebbe proseguire secondo quella dimensione più riservata che Leone XIV ha mostrato di apprezzare, anche con qualche ora a Castel Gandolfo.
Niente, insomma, che faccia pensare a un compleanno vissuto come una celebrazione personale.
E forse la fotografia più autentica dei suoi 71 anni è proprio questa: un Papa che nel giorno dedicato alla propria vita continua a parlare della vita degli altri.
Con una convinzione che sembra accompagnare sempre più chiaramente il suo pontificato: in un tempo nel quale è facile alzare la voce, dividere e costruire nuovi nemici, la forza può essere anche scegliere il dialogo, ricucire una ferita e avere il coraggio di pronunciare una parola antica e difficilissima: pace. (M.Pi.)
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