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  • Roma - Domenica 13 Settembre 2026

Venezia 83, il Leone d’Oro parla al femminile: trionfa “Woman Unknown”, Scamarcio salva l’Italia

Il film di May el-Toukhy conquista il riconoscimento più importante della Mostra e porta Mathilde Arcel alla Coppa Volpi. John Malkovich miglior attore. Nessun premio per l’Italia nel Concorso principale, ma da Orizzonti arriva la soddisfazione di Riccardo Scamarcio, premiato per “I figli della scimmia”. Riconoscimento anche alla sceneggiatura del film di Tommaso Landucci.

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di Paola Carrella

Le luci si abbassano, il red carpet si svuota e Venezia torna lentamente alla sua normalità. Ma dopo undici giorni di cinema, star, applausi, discussioni e pronostici, dalla Mostra resta soprattutto un'immagine: quella delle donne di “Woman Unknown”, corpi trasformati dalla storia in terreno di vendetta, umiliazione e memoria.

È il film della regista danese May el-Toukhy a conquistare il Leone d'Oro dell'83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.

Una vittoria che porta al centro del palmarès una pagina dolorosa dell'Europa del Novecento, quella delle cosiddette “collaboratrici orizzontali”: donne che durante la Seconda guerra mondiale ebbero relazioni con soldati degli eserciti occupanti e che, alla fine del conflitto, furono spesso sottemoria.

La giuria presieduta da Maggie Gyllenhaal ha premiato non soltanto il film, ma anche la sua protagonista. Mathilde Arcel conquista infatti la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, completando il successo di Woman Unknown.

Sul versante maschile il premio va invece a un gigante del cinema internazionale: John Malkovich, migliore attore per Wild Horse Nine di Martin McDonagh. Malkovich non era presente alla cerimonia, trattenuto dagli impegni su un set, ma il suo nome ha inevitabilmente regalato uno dei momenti più riconoscibili della serata conclusiva.

Il Leone d'Argento – Gran Premio della Giuria è andato a Possible Love del sudcoreano Lee Chang-dong, mentre Ilya Khrzhanovsky ha conquistato il Leone d'Argento per la migliore regia con Dau.

Il premio per la migliore sceneggiatura è stato assegnato a Stéphane Brizé, Coralie Amédéo e Olivier Gorce per Un bon petit soldat, mentre Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor ha ottenuto il Premio Speciale della Giuria.

A Malou Khebizi, protagonista di 15/18 (A Place to Heal) di Cédric Kahn, è andato invece il Premio Marcello Mastroianni destinato a un giovane attore o attrice emergente.

L'Italia resta fuori dal Concorso principale, ma Scamarcio accende Orizzonti

Per il cinema italiano la serata ha due facce.

Nessun riconoscimento arriva dal Concorso principale, certamente un dato destinato ad alimentare discussioni e riflessioni nei prossimi giorni. Ma parlare di Italia completamente a mani vuote non racconta fino in fondo ciò che è accaduto al Lido.

A regalare il momento italiano della serata è infatti Riccardo Scamarcio, premiato come miglior attore della sezione Orizzonti per I figli della scimmia di Tommaso Landucci.

Sul palco l'attore sceglie poche parole e soprattutto la famiglia.

«Dedico questo premio a tutti i papà del mondo, anche al mio e a mia madre».

Poi allarga idealmente il riconoscimento ad Andrea Aggio, giovane attore al debutto che nel film interpreta suo figlio.

Un gesto che restituisce alla premiazione quella dimensione umana che spesso, dietro il cerimoniale dei festival, finisce per essere la cosa che rimane più a lungo.

E I figli della scimmia non si ferma a Scamarcio.

Tommaso Landucci e Damiano Femfert conquistano anche il Premio Orizzonti per la migliore sceneggiatura, trasformando il film in uno dei protagonisti italiani di Venezia 83.

Landucci guarda soprattutto al futuro e dedica idealmente il riconoscimento a chi sta cominciando, a chi vuole rischiare e persino a chi rivendica il diritto di sbagliare. Una dichiarazione che, in un cinema spesso ossessionato dai risultati immediati, assume quasi il valore di un piccolo manifesto.

Il premio Orizzonti per il miglior film va invece a “Un détour par Diane (Diane in the Loop)” di Ann Sirot e Raphaël Balboni, mentre Jacqueline Lentzou conquista la migliore regia con A Day in the Life of Jo: Chapter Phaedra.

Il Premio Speciale della Giuria Orizzonti viene assegnato a La Maison du Vent (House of the Wind) di Auguste Bernard Kouemo Yanghu, film che centra una significativa doppietta aggiudicandosi anche il Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”.

Tra le interpreti, Laleh Marzban viene premiata per Moragheb (Falling House), mentre il riconoscimento al miglior cortometraggio va a Quelques instants de bonheur (A Few Moments of Happiness) di Shaden Safieddine Tazi.

Da Clooney a Guadagnino, i riconoscimenti speciali

C'è comunque molta Italia anche fuori dalla competizione.

Il Cartier Glory to the Filmmaker Award è stato assegnato a Luca Guadagnino, mentre il Premio Campari Passion for Film è andato a Serena Rossi.

I Leoni d'Oro alla carriera 2026 hanno invece celebrato due volti che appartengono alla storia e all'immaginario del grande cinema internazionale: George Clooney ed Ellen Burstyn.

Nella sezione Venezia Classici, inoltre, torna protagonista il patrimonio cinematografico italiano con il premio per il miglior film restaurato a “La lunga notte del ’43” di Florestano Vancini.

Un riconoscimento che guarda indietro proprio mentre il resto della Mostra cerca di capire dove stia andando il cinema.

Ed è forse questa la fotografia più autentica lasciata da Venezia 83.

Un festival sospeso tra memoria e futuro, grandi nomi e nuovi talenti, cinema politico e storie intime. Un'edizione nella quale l'Italia non è riuscita a conquistare il palmarès del Concorso principale, ma ha comunque trovato spazio e voce nelle altre sezioni.

Il Leone d'Oro, invece, prende la strada del Nord Europa.

Lo fa con una storia di donne giudicate, punite ed esposte allo sguardo degli altri.

A ottant'anni di distanza dai fatti raccontati, “Woman Unknown” riporta quelle donne davanti a un pubblico. Ma questa volta non per essere giudicate. Per essere ascoltate.

Ed è forse questo il Leone più importante che Venezia poteva consegnare loro.

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