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  • Roma - Mercoledì 4 Novembre 2026, 18:00

Manovra, Salvini: “Scuola a tagli zero, pensione a 64 anni senza penalizzazioni e risorse dalle banche”

Il vicepremier leghista propone di coprire i capitoli dell'istruzione e della flessibilità previdenziale con il contributo degli istituti di credito e del gioco online. Sul voto negli Usa: “Sconfitta che deve accelerare la fine dei conflitti”.

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No ai tagli all'istruzione e prosecuzione del percorso di superamento della legge Fornero. Il vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini, è intervenuto nel corso del programma “Point Break – Il punto di rottura” su San Marino RTV, condotto da Monica Giandotti e Daniele Ruvinetti sotto la direzione di Roberto Sergio, per fare il punto sui capitoli più caldi della legge di bilancio e sui risvolti della politica internazionale.

“Lo dico anche da ministro dei Trasporti: non è il momento di ridimensionare il perimetro dell’educazione in Italia. Puntiamo ad avere tagli zero. Per il 2027 servono 84 milioni di euro”, ha affermato Salvini affrontando le polemiche sulle risorse destinate al comparto scolastico. Sulla copertura finanziaria necessaria per blindare i fondi, il leader leghista ha indicato precisi canali di reperimento: “Ci sono interventi da fare. Per esempio, abbiamo individuato il contributo delle banche o interventi sul gioco online”.

Sul fronte previdenziale, il ministro ha difeso le misure di flessibilità in uscita introdotte nel testo: “Abbiamo previsto un fondo di partenza da 850 milioni di euro per chi sceglie di andare in pensione a 64 anni, senza penalizzazioni sull’assegno. Il nostro impegno è stabilizzare questa misura. La Lega non ha ecceduto nelle sue richieste. Il superamento della legge Fornero è centrale, anche per i giovani. Siamo uno dei Paesi più virtuosi d’Europa, siamo in equilibrio e abbiamo governato con prudenza per quattro anni. Il diritto alla pensione, al lavoro e alla casa non sono spese, sono diritti. Penso quindi che un investimento di questo genere sia affrontabile dallo Stato”.

Spazio anche agli scenari geopolitici e al dossier ucraino in vista dei prossimi incontri diplomatici: “Io metto sul tavolo una riflessione: se per quattro anni non ha funzionato l’invio di armi e soldi e le sanzioni, è sulla diplomazia che bisogna investire. Se Trump coglie il senso del non voto di ieri, visto che la prossima settimana ci sono dei colloqui tra Russia, Ucraina e Stati Uniti, conto di non dover arrivare a quella discussione”.

Infine, una valutazione sull'esito delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti e sull'impatto delle difficoltà economiche per le famiglie americane: “Cercando di vedere il bicchiere mezzo pieno e rispettando il voto degli americani, questa è la democrazia. La speranza è che questa sonora sconfitta venga colta come uno stop all’interventismo in giro per il mondo e come un’accelerazione verso la fine dei due conflitti. In questo voto ha influito molto il tema del carovita e del costo del gasolio. Penso che i repubblicani avessero votato Trump nel nome della stabilità, dell’interesse americano e della fine dei conflitti. E invece i conflitti sono aumentati”.

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