
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 15 Luglio 2026
Meta sotto accusa: "L'IA decide chi licenziare ma dimentica maternità e malattie". La replica: "Decisioni umane"
Denuncia collettiva di 26 ex dipendenti al tribunale di Oakland: l'algoritmo avrebbe penalizzato chi era in congedo.
L'intelligenza artificiale al servizio dei tagli al personale finisce nel mirino della giustizia federale statunitense. Ventisei ex dipendenti di Meta hanno depositato una formale querela presso il tribunale di Oakland, in California, accusando il colosso di Mark Zuckerberg di aver delegato a un algoritmo la selezione degli 8.000 lavoratori da licenziare a partire da mercoledì 22 luglio.
Secondo l'accusa, il sistema automatico avrebbe valutato la produttività dei singoli dipendenti penalizzando in modo sistematico e discriminatorio proprio coloro che si trovavano in malattia, in congedo parentale o di maternità.
Pronta la replica di Menlo Park, che respinge categoricamente ogni addebito circa l'uso improprio di sistemi di calcolo automatizzati per la gestione delle risorse umane. "Le accuse sono prive di fondamento. Le decisioni organizzative sono state prese da persone, non dall'IA", ha dichiarato ufficialmente Meta tramite una nota di smentita.
La class action nasce a seguito del piano di ristrutturazione aziendale volto a tagliare circa il 10% della forza lavoro globale del gruppo. Secondo la ricostruzione dei legali dei ricorrenti, Meta avrebbe alimentato l'algoritmo con dati sensibili quali il monitoraggio dell'attività di digitazione, le dashboard sull'uso dei token di IA e classifiche prestazionali elaborate da sistemi informatici.
Questo meccanismo avrebbe tuttavia ignorato le tutele di legge per chi non poteva accumulare punteggi di presenza attiva a causa di congedi o disabilità.
Come si legge nel testo della querela, visionata dall'Associated Press, l'azienda "non ha sospeso il sistema per effettuare la revisione individualizzata, indipendente dai congedi e dalle misure di adeguamento, come richiesto dalla legge". Tra i firmatari dell'azione legale figurano otto donne in congedo di maternità, quattro padri in permesso parentale e un dipendente a cui era stata riconosciuta una grave disabilità.
Secondo la denuncia, quest'ultimo sarebbe stato persino "scoraggiato e dissuaso dal prendere quel congedo" da un responsabile di Meta, il quale lo aveva esplicitamente avvertito che l'assenza avrebbe comportato la sua automatica selezione per i licenziamenti in programma.
I legali dei lavoratori ora invocano la violazione del Civil Rights Act del 1964, contestando l'applicazione di una metrica apparentemente neutra ma con effetti fortemente discriminatori per le categorie più tutelate.
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