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  • Tel Aviv - Mercoledì 17 Giugno 2026

MO: Il Somaliland apre l'ambasciata a Gerusalemme ovest

Lo Stato secessionista dell'Africa orientale, riconosciuto ufficialmente solo da Tel Aviv, è stato fortemente criticato sia dalla Repubblica somala che dall'ANP

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Il Somaliland ha aperto un'ambasciata a Gerusalemme sei mesi dopo aver ottenuto il riconoscimento diplomatico da parte di Israele che, in tal modo, è diventato il primo Paese a riconoscerlo come nazione indipendente.

Il Somaliland, il cui territorio corrisponde in toto all'ex Somalia britannica, un protettorato di Londra dal 1884 al 1860, è uno stato secessionista, separatosi unilaterlamente dalla Repubblica di Somalia nel 1991.

L'inaugurazione della missione diplomatica, presso un parco tecnologico a Gerusalemme Ovest, è avvenuta nell'ambito di una visita ufficiale in Israele da parte del presidente del Somaliland, Abdirahman Mohamed Abdullahi.

Nel corso di un incontro con il presidente dello Stato africano, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha parlato di "un profondo legame spirituale tra i nostri popoli".

La Somalia però, considera il Somaliland come parte del proprio territorio ed ha affermato che qualsiasi coinvolgimento con "l'amministrazione secessionista della regione settentrionale della Somalia verrà come una violazione della sua sovranità".

Lo stato di Israele ha riconosciuto ufficialmente il Somaliland nel dicembre 2025.

Numerosi Paesi e organizzazioni, tra cui Cina, Turchia, Arabia Saudita e Unione Africana, hanno criticato la decisione di Tel Aviv.

Nel frattempo però, Israele e il Somaliland hanno rafforzato le loro relazioni.

All'inizio dell'anno, il ministro degli Esteri di Tel Aviv Gideon Saar, ha effettuato una visita ufficiale ad Hargeisa, la capitale del Somaliland.

La decisione del governo del Somaliland di aprire la propria missione diplomatica a Gerusalemme piuttosto che a Tel Aviv, dove si trovano la maggior parte delle ambasciate straniere, è stata anch'essa elogiata da Netanyahu.

Gerusalemme Est fu occupata nel corso della guerra dei Sei Giorni del 1967, in seguito decise unilaterlamente di annettere quella parte di città nel 1980.

Tale decisione però non ebbe il riconoscimento da parte di quasi tutta la comunità internazionale, e considera l'intera Gerusalemme come la sua capitale "eterna e indivisa".

I palestinesi, dal canto loro, considerano Gerusalemme Est come capitale del loro futuro stato.

Secondo quanto riportato dall'agenzia stampa palestinese Wafa, il ministero degli Esteri dell'ANP – Autorità Nazionale Palestinese - ha condannato "l'apertura della presunta ambasciata del cosiddetto 'Somaliland' nella città occupata di Gerusalemme".

Secondo l'ANP le decisioni del governo del Somaliland rappresentano una flagrante violazione del diritto internazionale e delle risoluzioni di legittimità internazionale.

Il primo ministro di Tel Aviv invece, si è detto molto soddisfatto per la scelta di collocare la propria ambasciata "nella nostra antica capitale".

 Ha tracciato inoltre un parallelo con la richiesta di riconoscimento avanzata dal Somaliland.

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