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  • Roma - Lunedì 15 Giugno 2026

Trump festeggia gli 80 anni con un maxi show UFC alla Casa Bianca: tra jet militari, vip e polemiche

Per il suo ottantesimo compleanno, Trump ha organizzato una serata di arti marziali miste alla Casa Bianca, attirando critiche e consensi.

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Per celebrare il suo compleanno, Donald Trump ha scelto uno scenario che fino a pochi anni fa sarebbe sembrato impensabile, una spettacolare serata di arti marziali miste organizzata direttamente nei giardini della Casa Bianca. L'evento, che ha attirato migliaia di persone e numerosi ospiti illustri, ha trasformato il prato della residenza presidenziale in un'enorme arena sportiva dominata da una gabbia ottagonale. Una scelta che ha immediatamente diviso l'opinione pubblica americana. Da una parte i sostenitori del presidente, entusiasti dello show; dall'altra i critici, che hanno accusato Trump di continuare a rompere ogni tradizione istituzionale della presidenza americana. La serata si inserisce in una fase complessa del suo mandato, segnata dalle tensioni internazionali, dall'aumento del costo della vita e da sondaggi meno favorevoli rispetto al passato.

L'ottagono sul prato presidenziale

Il protagonista assoluto della festa è stato un evento organizzato insieme alla UFC, la più importante organizzazione mondiale di arti marziali miste. Sul retro della Casa Bianca è stata installata una gigantesca struttura soprannominata "The Claw", dominata da un ottagono coperto da una gabbia e circondato da tribune, schermi giganti, impianti audio e giochi di luce. Nel corso della serata si sono svolti sei incontri davanti a circa quattromila invitati. A rendere ancora più spettacolare l'atmosfera è stato il sorvolo di dodici jet militari, che hanno attraversato il cielo di Washington mentre veniva eseguito l'inno nazionale statunitense. Poco dopo, Trump ha fatto il suo ingresso accolto dagli applausi insieme a Dana White, fondatore della UFC e da anni tra i suoi più stretti alleati nel mondo dello sport e dell'intrattenimento.

Tra gli ospiti Zuckerberg, Ibrahimovic e il gotha dell'imprenditoria

La lista degli invitati comprendeva nomi di primo piano del mondo economico, sportivo e mediatico. Tra le personalità presenti figuravano Mark Zuckerberg, fondatore di Meta, David Ellison, amministratore di Paramount, l'ex campione di calcio Zlatan Ibrahimovic e Gerry Cardinale, proprietario del Milan. La presenza di figure così diverse tra loro ha confermato la volontà di Trump di trasformare il compleanno in un evento mediatico capace di attirare attenzione ben oltre la politica.

Lo Studio Ovale trasformato nel passaggio dei combattenti

Uno degli aspetti che ha suscitato maggiore stupore riguarda l'utilizzo dello Studio Ovale. Secondo quanto mostrato dalle immagini diffuse durante la serata, i lottatori hanno attraversato proprio il celebre ufficio presidenziale prima di raggiungere l'ottagono. Una scena che molti osservatori hanno giudicato simbolica della volontà di Trump di abbattere i confini tra politica, spettacolo e intrattenimento. Alcuni atleti sono stati ripresi mentre sfilavano avvolti nella bandiera americana, trasformando il tragitto verso il ring in una sorta di passerella patriottica.

La frase choc su Michelle Obama

La serata è stata segnata anche da una dichiarazione destinata a far discutere. Dopo uno degli incontri, il peso massimo Josh Hokit ha preso il microfono e si è rivolto al pubblico urlando: "Michelle Obama è un uomo. Ho ragione, America?". Subito dopo il lottatore si è avvicinato al presidente e gli ha messo una catena al collo. L'episodio ha immediatamente acceso polemiche sui social e nei media americani, contribuendo ad alimentare ulteriormente il dibattito attorno all'evento.

Trump e Melania in prima fila

Per tutta la durata degli incontri Trump ha seguito gli scontri seduto a bordo ring insieme alla moglie Melania. Le immagini della coppia presidenziale accanto alla gabbia sono diventate rapidamente uno dei simboli della serata. Per il presidente americano l'UFC non rappresenta soltanto uno sport. Da anni considera le arti marziali miste una metafora della propria visione politica e della competizione che caratterizza la vita pubblica.

"Nella vita è meglio saper incassare un pugno"

Nei giorni precedenti all'evento Trump aveva spiegato perché si sente così vicino a questo sport. "C'è gente che è capace di prendersi un pugno e gente che non lo è. E nella vita è sempre meglio se sei in grado di farlo", aveva affermato. Una frase che molti commentatori hanno interpretato come una sintesi del suo stile politico, fondato sul confronto diretto, sullo scontro e sulla capacità di reagire alle difficoltà. Non a caso, in un video celebrativo diffuso dal Dipartimento di Stato per il suo compleanno, sono state riproposte anche le immagini dell'attentato subito a Butler, quando, ferito e con il volto insanguinato, Trump alzò il pugno gridando: "Fight, fight, fight!".

Un evento pensato per mobilitare la base elettorale

Dietro lo spettacolo non c'è soltanto la celebrazione di un compleanno. Per molti analisti, l'iniziativa rappresenta anche un tentativo di rafforzare il legame con il suo elettorato più fedele, in particolare con quella fascia di giovani uomini che segue abitualmente gli sport da combattimento. Proprio questo segmento dell'elettorato è stato determinante per la sua vittoria alle elezioni del 2024, ma negli ultimi mesi alcuni sondaggi hanno registrato un calo del consenso. La festa alla Casa Bianca sembra quindi inserirsi in una più ampia strategia di comunicazione finalizzata a rilanciare la propria immagine pubblica.

Le difficoltà che pesano sulla presidenza

L'evento arriva infatti in un momento non semplice per l'amministrazione Trump. L'inflazione continua a preoccupare una parte dell'opinione pubblica e il costo dei carburanti resta elevato. Sul piano internazionale, il presidente è alle prese con nuove tensioni in Medio Oriente e con una situazione che molti americani giudicano sempre più complessa. Anche all'interno del Partito Repubblicano non mancano segnali di insofferenza, con alcuni esponenti del Congresso che hanno iniziato a prendere le distanze da alcune sue posizioni. Nel frattempo la sua popolarità ha registrato una flessione nei principali sondaggi nazionali.

Il dibattito sull'età e la salute del presidente

Il compleanno ha inevitabilmente riacceso anche il dibattito sulle condizioni fisiche e mentali del presidente. Secondo un sondaggio realizzato da Washington Post, ABC e Ipsos, meno della metà degli americani ritiene che Trump possieda oggi la lucidità mentale e la forma fisica necessarie per guidare il Paese. La Casa Bianca respinge però ogni dubbio. Negli ultimi mesi il presidente si è sottoposto a diversi controlli medici e il medico presidenziale ha parlato di una "salute eccellente". Anche alcuni suoi ex medici hanno difeso pubblicamente le sue condizioni, sostenendo che la sua energia e capacità di concentrazione siano ancora evidenti.

Il richiamo alla leggenda di Central Park

Alla vigilia del compleanno Trump ha scelto di celebrare se stesso anche attraverso un post pubblicato su Truth Social. Ha condiviso una fotografia risalente al 1986 che lo ritrae dopo il recupero della pista di pattinaggio Wollman Rink di Central Park, uno dei progetti che contribuirono a costruire la sua immagine pubblica nella New York degli anni Ottanta. "Anni fa, dopo aver salvato la pista di pattinaggio Wollman di Central Park. Assai prima che sistemassi la Piscina Riflettente e tutto il resto a Washington, incluso, cosa più importante, il crimine!", ha scritto. Quel progetto rappresenta ancora oggi uno dei pilastri della narrazione trumpiana: l'imprenditore capace di risolvere rapidamente problemi che le istituzioni non riuscivano ad affrontare.

Tra diplomazia e spettacolo

Mentre alla Casa Bianca si preparava la festa, Trump continuava a concentrarsi anche sulla politica internazionale. Nel pomeriggio aveva infatti dichiarato che un accordo con l'Iran sarebbe stato firmato "entro un paio d'ore", lasciando osservatori e giornalisti nell'incertezza. Poche ore più tardi il premier pachistano ha annunciato che la firma ufficiale dell'intesa sarebbe avvenuta il 19 giugno in Svizzera, mentre Trump ha scritto sui social che l'accordo era ormai completo e che avrebbe autorizzato immediatamente la riapertura dello Stretto di Hormuz. Solo dopo queste comunicazioni il presidente si è dedicato completamente ai festeggiamenti.

Una presidenza sempre più spettacolo

La festa per gli 80 anni di Donald Trump conferma ancora una volta il suo approccio alla politica: trasformare ogni evento in una grande narrazione pubblica. Tra combattimenti, ospiti celebri, sorvoli militari e dichiarazioni provocatorie, la Casa Bianca è diventata per una sera il palcoscenico di uno show che difficilmente verrà dimenticato. Per i sostenitori è stata la dimostrazione di una leadership fuori dagli schemi e capace di parlare direttamente alla gente. Per i detrattori, invece, l'ennesimo episodio di una presidenza che continua a sfidare le convenzioni e a mescolare senza confini istituzioni, intrattenimento e comunicazione politica.

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