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Una Corte militare, dopo aver rinviato la sentenza in uno dei procedimenti intentati contro il Premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi deposta da un golpe militare, ha emesso il verdetto in un caso riguardante l’accusa di corruzione: altri cinque anni da scontare in carcere. Aveva già subìto una condanna a sei anni di detenzione.
Una Corte militare, dopo aver rinviato la sentenza in uno dei procedimenti intentati contro il Premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi deposta da un golpe militare, ha emesso il verdetto in un caso riguardante l’accusa di corruzione: altri cinque anni da scontare in carcere. Aveva già subìto una condanna a sei anni di detenzione.
Nella giornata odierna, un tribunale militare Myanmar, notoriamente governato dai militari dopo un loro colpo di stato, ha dichiarato la leader deposta Aung San Suu Kyi colpevole di corruzione e l'ha condannata a cinque anni di prigione.
Il caso è il primo tra 11 accuse di corruzione contro il premio Nobel, ognuna delle quali potrebbe comportare una pena massima di 15 anni di prigione.
I processi vengono svolti a porte chiuse, quindi, le notizie trapelano in modo ufficioso, stante la censura militare sui media nazionali.
Suu Kyi è già stata condannata a sei anni di prigione per incitamento contro i militari, violazione delle regole di Covid-19 e violazione di una legge sulle telecomunicazioni, anche se rimarrà agli arresti domiciliari mentre combatte altre accuse.
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