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  • Roma - Lunedì 19 Ottobre 2026, 20:00

Netanyahu rivendica l'endorsement di Trump e rilancia: "Insieme elimineremo la minaccia iraniana"

A otto giorni dal voto in Israele, il premier del Likud usa le parole del tycoon per blindare la leadership. L'avversario Eisenkot frena: "I cittadini scelgono il proprio governo". Teheran replica: "Volete tentare la fortuna? Fate pure".

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A poco più di una settimana dalle consultazioni elettorali del 27 ottobre — il primo appuntamento alle urne per Israele dopo l'attacco del 7 ottobre 2023 —, il primo ministro Benjamin Netanyahu incassa il sostegno diretto di Donald Trump e rilancia lo scontro frontale con Teheran.

In un video diffuso dal Likud, il premier israeliano ha commentato le parole del candidato statunitense promettendo un'ulteriore escalation contro la Repubblica Islamica in caso di riconferma alla guida del Paese.

"Ha detto che porterà a termine questa missione insieme al sottoscritto. Ha detto: 'Non posso farlo con nessun altro'", ha dichiarato Netanyahu facendo riferimento al tycoon. "Ma la nostra collaborazione, che ha già ottenuto grandi risultati, proseguirà per giungere all'eliminazione della minaccia iraniana nei prossimi due anni, o forse anche prima".

L'asse politico tra Washington e Gerusalemme irrompe così in una campagna elettorale segnata dalle durissime accuse dell'opposizione verso la gestione governativa della sicurezza e della prevenzione.

A replicare all'ingerenza americana è stato il principale rivale politico di Netanyahu, Gadi Eisenkot, leader della formazione di centro-destra Yashar ed ex capo di Stato Maggiore delle forze armate, nel corso di una conferenza stampa a Tel Aviv: "Ho un'immensa stima per il presidente degli Stati Uniti. Ha contribuito in misura significativa alla sicurezza di Israele e alla conclusione dell'accordo sugli ostaggi. Allo stesso tempo, Israele è un Paese democratico. Solo i cittadini israeliani possono scegliere il proprio leader e determinare il proprio governo".

Le dichiarazioni sul futuro strategico della regione hanno infine provocato la reazione immediata della diplomazia iraniana. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha affidato a un messaggio su X la risposta di Teheran, accusando il premier israeliano di voler trascinare gli Stati Uniti in un nuovo conflitto aperto: "L'ultima volta che avete voluto 'finire il lavoro', l'Iran ne è uscito ancora più forte. Volete tentare di nuovo la fortuna? Fate pure".

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