Nordio: "Delmastro? Le dimissioni non possono essere decise dall'autorità giudiziaria"
"La classificazione della natura segreta, riservata, per legge appartiene all'autorità che forma il documento. Spetta al ministero definire la qualifica degli atti".
(Prima Notizia 24)
Mercoledì 22 Febbraio 2023
Roma - 22 feb 2023 (Prima Notizia 24)
"La classificazione della natura segreta, riservata, per legge appartiene all'autorità che forma il documento. Spetta al ministero definire la qualifica degli atti".
"Le dimissioni di Delmastro? E' un' aspirazione velleitaria e metafisica che l'informazione di garanzia possa costiurie un progetto di dimissioni. Diversamente, devolveremmo all'autorità giudiziaria il destino politico degli appartenenti all'assemblea".

Così, nel corso del question time alla Camera dei Deputati, il Guardasigilli Carlo Nordio.

"La classificazione della natura segreta, riservata, per legge appartiene all'autorità che forma il documento. Spetta al ministero definire la qualifica degli atti. E su questi abbiamo già risposto", prosegue, per poi riaffermare che gli atti resi noti da Delmastro non erano secretati.

Inoltre, in merito all'indagine in corso presso la Procura di Roma, "se la qualifica della segretezza dell'atto non dovesse più dipendere dall'autorità che forma l'atto, cioè dal ministero ma devoluta all'interpretazione della magistratura, potrebbe crearsi una problematica".

"Questo Governo e, anche e soprattutto, questo Ministro, anche per chi ha letto i miei interventi anche in momenti precedenti, è profondamente convinto che, soprattutto dopo gli scandali emersi a suo tempo nel cosiddetto affare Palamara, vi sia la necessità di una profonda revisione dell'ordinamento giudiziario. Quindi è ferma volontà del Governo di esercitare la delega contenuta in questa legge con gli opportuni correttivi che riterremo di adottare", aggiunge il Guardasigilli, replicando ad un'interrogazione inerente l'esercizio della delega della riforma approvata lo scorso giugno.

Ci saranno, spiega, correttivi "più orientati" e "coerenti con quella che è la iniziativa riformatrice del governo". L'Ufficio Legislativo del Ministero della Giustizia, prosegue, ha "avviato l'elaborazione della programmazione delle attività normativa per attuare questi impegni tra i quali appunto rientrano quelli della legge delegata nel più breve tempo possibile, tenuto conto della complessità della materia, entro il termine di giugno. È un termine che noi speriamo di poter rispettare ma nessuno meglio di voi sa che trattandosi di materia estremamente complessa potrebbe essere necessaria qualche settimana in più. In ogni caso questa è una nostra priorità".

In ogni caso, il governo "condivide pienamente" i principi che stanno alla base della riforma approvata a giugno, cioè "mettere fine alle logiche correntizie che minano la credibilità della magistratura italiana", prosegue il Ministro, riprendendo quanto detto dalla premier, Giorgia Meloni.

Per quel che riguarda il Consiglio Superiore della Magistratura, continua Nordio, la sua disciplina "è regolata dalla Costituzione e una sua eventuale revisione - che pure è nei programmi del Governo - richiederà una procedura prevista appunto dalla Carta delle leggi".

"Per quanto riguarda l'intervento della magistratura, noi siamo rispettosissimi e attendiamo con fiducia quello che è l'esito dell'indagine che riguarda l'onorevole Delmastro", prosegue, per poi aggiungere che "se la qualifica della segretezza o meno dell'atto non dovesse più dipendere dall'autorità che forma l'atto - cioè dal ministero - ma dovesse essere devoluta alla interpretazione della magistratura potrebbe crearsi una problematica che potrebbe e dovrebbe essere risolta in un'altra sede". Con queste parole, Nordio sembra riferirsi ad una possibile pronuncia da parte della Corte Costituzionale.

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