
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 26 Maggio 2026
Nuova Zelanda, il ministro della Pesca contro gli ambientalisti: si presenta in Parlamento con un'aragosta viva
L'esponente populista Shane Jones si rende protagonista di un'eclatante protesta visiva davanti ai media nell'atrio dell'aula di Wellington. Il crostaceo, esibito come simbolo della difesa del comparto ittico contro le tutele green, diventerà la cena post-bilancio del deputato di New Zealand First.
Il dibattito sulle tutele ambientali in Nuova Zelanda si sposta dalle aule di commissione direttamente ai corridoi dei palazzi del potere, trasformandosi in una messinscena cruda che ha immediatamente infiammato la stampa locale e i movimenti per i diritti degli animali.
L'esponente della destra populista Shane Jones, alla guida del ministero della Pesca per il partito New Zealand First, ha scelto una linea comunicativa d'impatto e senza filtri per ribadire il proprio posizionamento politico: si è fatto largo nell'atrio del Parlamento tenendo ben stretta tra le mani una gigantesca aragosta ancora viva, esibendola davanti ai flash dei cronisti come un trofeo di guerra contro le restrizioni ecologiste.
Il blitz è stato prontamente ripreso dallo staff del politico e caricato online sui propri profili social, blindato da una didascalia che fotografa perfettamente il clima di scontro radicale con l'attivismo green: “Sto andando a difendere il settore contro gli ambientalisti”.
Jones ha spiegato ai cronisti presenti che il grosso esemplare marino fa parte di un preciso programma culinario, programmato per celebrare il via libera alla nuova manovra economica governativa previsto per i prossimi giorni.
Il ministro ha risposto con sarcasmo alle domande sul destino dell'animale, descrivendo i passaggi della preparazione con un cinismo che ha fatto sobbalzare i gruppi di tutela animale: “Come potete vedere si muove ancora, ma una volta immersa nell’acqua calda, non si muoverà più”.
Nonostante la platealità del gesto, il deputato populista ha preferito fermarsi sulle soglie dell'emiciclo, evitando di esporre il crostaceo ai severi regolamenti della camera legislativa di Wellington, e ha ironizzato sulla voracità dei suoi colleghi di scranno: “No, non lo porterò in Parlamento per paura che il presidente lo confischi e lo mangi”.
Un siparietto sopra le righe che sposta l'asse dello scontro tra produttività ittica e sostenibilità sul terreno della pura provocazione mediatica.
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