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  • Roma - Lunedì 15 Giugno 2026

Olio Evo: report Aifo evidenzia il valore ecologico della filiera italiana

La valorizzazione delle produzioni tipiche è cruciale per la transizione ecologica agroalimentare, evidenziando l'importanza della sostenibilità nella filiera olearia.

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La tutela degli ecosistemi e la transizione ecologica nel comparto agroalimentare passano in modo determinante attraverso la valorizzazione delle produzioni tipiche della penisola.

Un'analisi approfondita curata dall'Aifo, l'Associazione italiana frantoiani oleari, sviluppata in sinergia con i tecnici di Italia Olivicola sotto l'egida dei programmi di sviluppo dell'Unione Europea, ha focalizzato l'attenzione sui parametri ecologici che caratterizzano la produzione dell'oro verde.

I risultati evidenziano come la compatibilità ecologica dell'estrazione olearia non si limiti alle sole operazioni di spremitura e separazione, ma debba essere valutata prendendo in esame ogni singolo anello della catena, partendo dalla cura dei terreni fino ad arrivare alla gestione logistica e al packaging finale.

Per ottenere una mappatura scientifica e oggettiva dei carichi ambientali, gli esperti del settore ricorrono in misura sempre maggiore al protocollo internazionale Lca, una metodologia analitica strutturata per quantificare l'impronta ecologica di un bene lungo tutta la sua esistenza.

Le campionature svolte mettono in luce come la fase propriamente agricola, ovvero quella legata alla coltivazione delle piante e alla raccolta dei frutti, rappresenti lo snodo più sensibile per il bilancio ecologico complessivo.

Tuttavia, gli oliveti storici nazionali possiedono delle proprietà uniche nel panorama dell'agricoltura intensiva. Le piantagioni tradizionali, collocate prevalentemente in territori collinari e aree interne, spesso non necessitano di sistemi artificiali di irrigazione, trasformandosi in barriere naturali contro il fenomeno del dissesto idrogeologico e l'erosione del suolo, oltre a garantire la salvaguardia della biodiversità rurale e l'assorbimento dei gas serra grazie alla loro funzione di cattura del carbonio.

Allo stesso modo, l'innovazione tecnologica applicata all'interno dei frantoi sta determinando un salto di qualità sul fronte dell'efficienza energetica. I moderni impianti di estrazione a ciclo continuo non solo innalzano gli standard qualitativi del prodotto finale, ma riducono al minimo il fabbisogno di energia elettrica e di acqua, offrendo contestualmente nuove opportunità per il riutilizzo dei residui di lavorazione, come le acque di vegetazione e la sansa, reimpiegabili nel settore delle bioenergie.

L'ultimo tassello per il raggiungimento della piena sostenibilità della filiera è infine affidato all'ottimizzazione dei trasporti commerciali e all'impiego di materiali da imballaggio a ridotto impatto ambientale.

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