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  • Roma - Venerdì 12 Giugno 2026

Sicurezza alimentare, Masaf: varata nuova strategia antifrode, più controlli su comparto del pomodoro e importazioni

Tra le principali novità spiccano le verifiche congiunte a tripla firma per blindare la tracciabilità delle merci in entrata nei porti e nei valichi, con un focus mirato sulle filiere sensibili basato su criteri territoriali e stagionali.

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La tutela delle eccellenze agroalimentari italiane e il contrasto alle pratiche illecite si dotano di un nuovo impianto programmatico per l'anno in corso: durante l'ultimo vertice istituzionale svoltosi presso la sede del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, è stato esaminato in dettaglio il Piano Operativo dei Controlli valevole per il 2026. L'incontro, svoltosi alla presenza del ministro Francesco Lollobrigida, ha visto la Cabina di regia definire i pilastri di un'azione di vigilanza più stringente, volta a preservare la trasparenza del mercato a beneficio di produttori e consumatori.

L'elemento di maggiore discontinuità rispetto al passato è rappresentato dall'avvio di ispezioni simultanee potenziate, che vedranno l'attivazione coordinata di un numero minimo di tre differenti organismi di vigilanza per ciascun intervento sul campo.

Sul piano dei comparti produttivi sotto osservazione, l'autorità ministeriale ha deciso di estendere il raggio d'azione delle campagne straordinarie, inserendo formalmente l'intera filiera delle conserve di pomodoro all'interno del nucleo dei settori ritenuti ad alto rischio di contraffazione, dove figurano già comparti storici come quello lattiero-caseario, l'oleario, il cerealicolo e l'ortofrutticolo. Ognuno di questi ambiti strategici farà capo a un'amministrazione di riferimento con funzioni di coordinamento e guida delle operazioni.

Un altro asse prioritario del documento programmatico riguarda il monitoraggio dei flussi commerciali provenienti dall'estero, specialmente alla luce delle clausole previste dai trattati commerciali globali. Le forze ispettive concentreranno i propri sforzi logistici a ridosso degli snodi doganali costieri e dei passaggi confinari terrestri. L'obiettivo è verificare la rispondenza delle merci importate agli standard europei in materia di tracciabilità d'origine, igiene dei cibi e rispetto delle norme sul benessere degli animali negli allevamenti.

A cambiare saranno anche le metodologie di indagine preventiva: i modelli di valutazione del rischio non saranno più generici ma verranno calibrati sulle specificità geografiche dei territori e sui fattori legati alla stagionalità delle produzioni.

Attraverso questo pacchetto di riforme operative, l'organismo interforze del Masaf punta a intensificare la pressione ispettiva lungo tutti gli anelli della catena distributiva, riaffermando il presidio dello Stato a difesa della legalità e del patrimonio economico rappresentato dal Made in Italy agroalimentare.

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