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  • Roma - Martedì 16 Giugno 2026

Picierno: "Ucciso in Polonia il dissidente russo Seymon Skrepetsky, l'Ue deve proteggere chi fugge dalla repressione"

La vicepresidente del Parlamento Europeo chiede misure di protezione per i rifugiati politici in Europa.

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Una nuova ombra si allunga sulla sicurezza dei rifugiati politici all'interno dei confini dell'Unione Europea, riaccendendo i riflettori sulle minacce globali che gravano su chi contrasta i regimi autoritari.

La vicepresidente del Parlamento Europeo, Pina Picierno, ha diffuso tramite la piattaforma X la notizia del violento omicidio di un noto esponente dell'opposizione russa all'estero, esprimendo profondo cordoglio e sottolineando la gravità del contesto in cui è maturato il delitto: “Ho una notizia terribile da darvi: semyon skrepetsky, che aveva partecipato alle proteste a Venezia contro la riapertura del padiglione russo, è stato assassinato. Era un artista e un dissidente russo che aveva scelto di sfidare il potere con le sus opere. Le sue caricature colpivano Putin, Kadyrov e Lukashenko, trasformando l’arte in uno strumento di denuncia contro l’autoritarismo.

Dopo aver lasciato la Russia, aveva trovato rifugio in Polonia e continuava a batsersi per la libertà, partecipando anche alle proteste di europa radicale e all’associazione radicale certi diritti, da ultimo contro la riapertura del padiglione russo. La sua terribile uccisione impone una riflessione non più rinviabile”.

L'eurodeputata ha inserito il tragico episodio all'interno di una più vasta e preoccupante cornice geopolitica, caratterizzata da azioni mirate volte a silenziare le voci critiche nei confronti della presidenza russa ben al di fuori del territorio della Federazione.

Pur rimettendo il verdetto sulle singole responsabilità materiali alle indagini degli organi inquirenti, l'esponente di Strasburgo ha evidenziato come la frequenza di tali eventi costituisca ormai una palese violazione della sovranità e della tranquillità degli Stati democratici occidentali: “Negli ultimi anni abbiamo assistito a una lunga sequenza di avvelenamenti, omicidi e operazioni contro oppositori del cremlino ben oltre i confini della federazione russa. Le responsabilità dei singoli episodi spettano alle autorità giudiziarie accertarle, ma il fenomeno delle aggressioni extraterritoriali ai danni di dissidenti e critici dei regimi autoritari rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza europea. Per questo l’Unione Europea deve fare un passo avanti”.

Di fronte a questo scenario di rischio sistematico, i vertici dell'Europarlamento invocano un cambio di passo strutturale da parte delle istituzioni comunitarie.

Nelle conclusioni della sua nota ufficiale, Picierno auspica la nascita di un organismo centralizzato che possa coordinare le forze di sicurezza nazionali, lo scambio di informazioni sensibili e i programmi di protezione, garantendo così che il continente mantenga la sua storica vocazione di terra d'asilo e di libertà per attivisti, intellettuali e cronisti minacciati: “Serve una rete europea per la protezione dei dissidenti e degli oppositori politici, coordinata a livello ue e in stretta collaborazione con gli stati membri, capace di valutare le minacce, condividere intelligence, predisporre misure di sicurezza e offrire tutela concreta a giornalisti, artisti, attivisti e rifugiati politici esposti a rischi credibili. L’Europa deve essere un luogo in cui chi fugge dalla repressione trova libertà e protezione. Difendere i dissidenti significa difendere la nostra democrazia”.

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