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  • Roma - Giovedì 25 Giugno 2026

Plasma, al via il progetto nazionale per un uso più sicuro e appropriato

UniCamillus partecipa al progetto PETRA per migliorare l'uso del plasma nelle trasfusioni, promuovendo formazione e ricerca per garantire sicurezza e appropriatezza.

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UniCamillus sarà tra i protagonisti del progetto PETRA (Programma strategico Educazionale per la Trasfusione Appropriata di plasma), l'iniziativa finanziata dal Centro Nazionale Sangue nell'ambito del bando 2024-2025 e avviata operativamente nel 2026. Il progetto è coordinato dall'ASST Valle Olona di Varese, capofila di una rete nazionale che coinvolge numerose aziende ospedaliere italiane. All'interno del partenariato, UniCamillus rappresenta l'unico soggetto accademico e avrà un ruolo determinante nello sviluppo delle attività formative rivolte ai professionisti sanitari.

L'obiettivo: utilizzare il plasma solo quando è realmente necessario

PETRA nasce con una finalità ben precisa: analizzare l'impiego del plasma negli ospedali italiani e promuoverne un utilizzo sempre più appropriato, limitando i casi in cui viene somministrato senza una reale indicazione clinica. Le evidenze scientifiche dimostrano infatti che, in alcune situazioni, il plasma viene utilizzato anche al di fuori delle raccomandazioni previste dalle linee guida, quando potrebbero essere impiegate terapie alternative più efficaci e sicure. L'obiettivo è quindi quello di migliorare la qualità delle cure, tutelando allo stesso tempo una risorsa preziosa e limitata.

Una risorsa strategica per il sistema sanitario

Il progetto assume un'importanza ancora maggiore considerando che il plasma rappresenta una materia prima indispensabile anche per la produzione dei farmaci plasmaderivati salvavita. "In Italia la disponibilità di plasma e soprattutto plasma derivati è limitata e il sistema sanitario dipende in parte da approvvigionamenti esteri. È quindi fondamentale garantire un uso rigoroso e appropriato di questo emocomponente strategico, che, pur essendo sicuro, non è privo di potenziali rischi per il paziente.", spiega il professor Matteo Bolcato, associato di Medicina Legale, docente di UniCamillus e responsabile scientifico del progetto insieme al dottor Ivo Beverina del Servizio Trasfusionale dell'ASST Valle Olona.

Formazione e aggiornamento dei medici

L'Ateneo guiderà l'intera componente educativa del progetto, trasformando i risultati della ricerca scientifica in strumenti concreti destinati ai medici prescrittori. Saranno sviluppati percorsi di formazione, linee di indirizzo, materiali informativi, webinar e attività di aggiornamento continuo con l'obiettivo di diffondere una cultura sempre più orientata all'appropriatezza prescrittiva e alla sicurezza delle trasfusioni.

Profita: "Formare i medici è un dovere etico."

Per il rettore di UniCamillus, Gianni Profita, il progetto rappresenta una sfida strategica per l'intero sistema sanitario. "Con il progetto PETRA, l'Ateneo mette la propria competenza didattica al servizio di una sfida nazionale cruciale. Formare i medici all'uso appropriato del plasma non è solo una scelta clinica, ma un dovere etico per tutelare una risorsa limitata, indispensabile anche per la produzione di farmaci plasmaderivati salvavita. Il nostro obiettivo è garantire la massima sicurezza dei pazienti e rafforzare la sostenibilità dell'intero sistema sanitario."

Dal monitoraggio dei dati alle nuove linee guida

Tra le attività previste dal progetto rientra anche la raccolta e l'analisi dei dati provenienti dai diversi centri clinici coinvolti. Le informazioni consentiranno di individuare indicatori di appropriatezza nell'utilizzo del plasma, sviluppare sistemi di monitoraggio sempre più efficaci e costruire una banca dati condivisa utile a migliorare la pratica clinica su scala nazionale.

Un progetto in linea con le nuove norme europee

PETRA si inserisce in un contesto internazionale nel quale cresce l'attenzione verso la sicurezza del paziente, la medicina personalizzata e l'approccio "One Health". L'iniziativa è perfettamente coerente anche con le più recenti normative europee sui prodotti di origine umana (SoHO), che pongono l'accento sulla qualità, sulla sicurezza e sulla tracciabilità delle risorse biologiche. In questo quadro, l'appropriatezza trasfusionale assume un ruolo sempre più centrale non solo dal punto di vista clinico, ma anche sotto il profilo organizzativo e medico-legale.

Una rete nazionale di eccellenza

A rendere ancora più significativo il progetto è la collaborazione tra alcune delle principali realtà sanitarie italiane. Oltre a UniCamillus e all'ASST Valle Olona, partecipano infatti l'ASST Fatebenefratelli Sacco, l'Azienda USL di Bologna, il Policlinico di Bari e l'Azienda Ospedaliera Villa Sofia-Cervello di Palermo. Una rete multidisciplinare che punta a definire nuovi standard per la gestione del plasma, migliorando la qualità dell'assistenza, la sicurezza dei pazienti e la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.

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