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  • Roma - Venerdì 3 Luglio 2026

Prostituzione minorile, Bastoni non si presenta dai pm. Le testimoni: "Trascinate ai tavoli dei calciatori". Sentiti Maldini jr e Bonifazi, oggi Calafior

Alessandro Bastoni non si presenta all'interrogatorio per l'inchiesta su prostituzione minorile, respingendo le accuse tramite il suo legale.

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Alessandro Bastoni non si presenterà questa mattina davanti ai pubblici ministeri. Il difensore dell'Inter, indagato per prostituzione minorile nell'ambito dell'inchiesta sul giro di escort che secondo l'accusa ruotava attorno all'agenzia di eventi Ma.De. di Cinisello Balsamo, ha deciso di non rispondere alle domande degli inquirenti dopo essersi consultato con il proprio legale. Il calciatore, che respinge ogni accusa, è l'unico giocatore indagato nell'inchiesta. Gli viene contestato di aver avuto, nel luglio 2020, un rapporto a pagamento con una ragazza che all'epoca aveva 17 anni e mezzo e che avrebbe conosciuto durante una cena organizzata dall'agenzia. La giovane, sentita come testimone, ha però negato di aver avuto rapporti sessuali con Bastoni e ha dichiarato di non aver ricevuto denaro dal calciatore. Dalle testimonianze raccolte nell'inchiesta emerge intanto il mondo delle cene e delle feste organizzate per giovani facoltosi e calciatori di Serie A, con serate che potevano costare fino a 15mila euro e proseguire con gli "after" negli hotel a cinque stelle.

Il legale di Bastoni: "È estraneo ai fatti"

A spiegare la scelta di non presentarsi all'interrogatorio è stato l'avvocato Salvatore Scuto, difensore del calciatore. "Alessandro Bastoni ribadisce la sua estraneità rispetto ai fatti oggetto di accertamento", ha dichiarato il legale in una nota. "La decisione di non presentarsi, allo stato, a rendere interrogatorio è stata assunta su indicazione della difesa e risponde esclusivamente a valutazioni di natura tecnica, nel pieno esercizio delle facoltà di legge", ha aggiunto Scuto. L'episodio contestato risalirebbe a sei anni fa. Bastoni aveva allora 21 anni ed era già un calciatore conosciuto.

Il messaggio del pr sulla ragazza minorenne

Agli atti dell'inchiesta ci sarebbe anche un messaggio inviato al difensore dell'Inter da Alessio Salamone, pr dell'agenzia Ma.De. "La minorenne credo che ti vuole c......", gli avrebbe scritto Salamone, facendo riferimento alla ragazza di 17 anni e mezzo. La giovane, interrogata dagli inquirenti in qualità di testimone, ha tuttavia fornito una versione diversa rispetto all'ipotesi accusatoria: ha dichiarato di non aver avuto rapporti sessuali con Bastoni e di non aver ricevuto nulla da lui. Salamone si trova agli arresti domiciliari dallo scorso aprile. La stessa misura cautelare è stata disposta per la titolare della Ma.De., Deborah Ronchi, per il compagno Emanuele Buttini e per il collaboratore brasiliano Luz Fraga.

Maldini e Bonifazi sentiti come testimoni, oggi tocca a Calafiori

Secondo l'ipotesi degli inquirenti, il business dell'agenzia consisteva nel soddisfare le richieste dei calciatori dopo le partite, organizzando cene, feste e serate che potevano continuare negli alberghi di lusso. I giocatori coinvolti nelle serate, ad eccezione di Bastoni, non risultano indagati ma vengono ascoltati come testimoni. I primi a presentarsi davanti agli inquirenti sono stati Daniel Maldini, giocatore dell'Atalanta, e Kevin Bonifazi del Bologna. Oggi sarà invece il turno di Riccardo Calafiori, difensore dell'Arsenal.

La ballerina: "Ci afferravano per il braccio"

Tra le testimonianze raccolte dai pm c'è quella di S., una ballerina di 20 anni originaria del Centro Italia. La giovane ha raccontato di essere stata reclutata dalla Ma.De. per lavorare "dopo cena" al Pineta di Milano. Nel locale, secondo il suo racconto, l'agenzia aveva riservato un'intera area privé per serate a base di cocktail e champagne. "Mi sedevo con altre ragazze. Alessio Salamone ci portava, anche in maniera decisa, nel senso che ci afferrava per il braccio, ai tavoli dove di lì a poco sarebbero arrivati i clienti benestanti che per la maggior parte delle volte erano calciatori", ha raccontato. Secondo la testimone, le ragazze venivano spinte con "atteggiamento insistente" a raggiungere determinati tavoli. La giovane ha parlato di modi "molto duri" e dell'utilizzo di un linguaggio volgare.

L'ipotesi del "pacchetto all inclusive"

La ballerina ha ammesso di aver avuto rapporti sessuali con alcuni clienti, ma ha negato che fossero avvenuti in cambio di denaro. Le pm Rosaria Stagnaro e Bruna Albertini stanno però verificando un'altra ipotesi: i clienti avrebbero potuto pagare direttamente all'agenzia un pacchetto "all inclusive", mentre sarebbe stata poi la Ma.De. a remunerare le ragazze. La testimone ha raccontato anche di essersi sentita umiliata e trattata come un oggetto sessuale. Interrogata su un rapporto orale avuto con un calciatore nel mese di febbraio, ha ricostruito ciò che sarebbe accaduto durante una serata. "Mi ha chiesto una molletta per legare i capelli e dopo aver scambiato qualche parola mi ha detto di seguirlo, mi ha portato nel locale cucina e mi ha chiesto di avere un rapporto sessuale con lui", ha dichiarato. Una volta tornati al tavolo, ha aggiunto, "cercai di riavvicinarmi ma non mi diede confidenza in quanto era già impegnato con altre ragazze".

Il mistero del presunto "pm"

Un altro passaggio dell'inchiesta ha inizialmente aperto uno scenario particolarmente delicato. Gli inquirenti hanno chiesto alla testimone se conoscesse persone che ricoprivano la carica di pubblico ufficiale o altri ruoli istituzionali. "Sì, conosco un uomo, lui mi ha detto di essere un PM, sigla di cui non conosco il significato, e verrebbe il lunedì e il martedì a Milano", ha risposto la ragazza. Il riferimento ha inizialmente fatto pensare a un magistrato, ipotesi rafforzata da un altro particolare riferito dalla giovane. L'uomo, secondo il suo racconto, diceva di essere "un PM e che poteva spendere, ma voleva privacy" e al Pineta si sarebbe presentato come imprenditore. Gli accertamenti e un successivo verbale hanno però escluso il coinvolgimento di un magistrato. La sigla "PM" indicava infatti il lavoro dell'uomo: project manager.

La testimonianza della 25enne brasiliana

Agli atti c'è anche il racconto di una ragazza brasiliana di 25 anni, che avrebbe avuto il compito di "trovare i clienti" per la Ma.De. Secondo la sua testimonianza, l'agenzia la pagava "in base a quanto essi spendevano". Anche lei ha negato di essersi prostituita per conto della società, ma ha descritto con chiarezza il contesto delle serate. "Tuttavia è chiaro che le ragazze che venivano invitate a queste cene e feste erano interessate ad avere rapporti sessuali con calciatori, a volte in cambio di denaro o regali e altre gratuitamente", ha dichiarato. La giovane ha ammesso di aver ricevuto in alcune occasioni denaro o regali in cambio di rapporti sessuali con dei clienti, precisando però di averlo fatto "per mia scelta". Con i calciatori, ha invece sostenuto, i rapporti sarebbero sempre avvenuti "solo a titolo gratuito".

I palloncini con il gas esilarante

Nelle testimonianze compare anche un'altra abitudine delle serate organizzate dall'agenzia: l'uso di palloncini contenenti protossido di azoto, il cosiddetto gas esilarante, inalato per ottenere un effetto euforizzante. "Una specie di droga. Qualche volta li ho portati io. Il pagamento era a carico dei clienti", ha raccontato la 25enne brasiliana. L'inchiesta prosegue ora tra interrogatori, testimonianze e accertamenti sul sistema che, secondo l'ipotesi dei pm, si nascondeva dietro le cene e le feste organizzate dalla Ma.De. Bastoni, attraverso il suo avvocato, continua a dichiararsi completamente estraneo ai fatti contestati.

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