A due giorni della conclusione, con la partita tra Francia e Argentina, il Presidente della Fifa, Gianni Infantino, è tornato a difendere il Mondiale qatariota dalle accuse di violazione dei diritti umani e sugli operai morti durante la costruzione degli stadi.
Questo mondiale, ha detto Infantino in conferenza stampa, è stato “un successo assoluto, sotto tutti i punti di vista“.
“Ci prendiamo cura di tutti ovunque. La Fifa è un’organizzazione che difende i diritti in ogni parte del mondo in cui è rappresentata. Il messaggio contro la discriminazione è chiaro. Tutti possono esporre le proprie idee, ma noi giochiamo a calcio e proteggiamo il calcio e i suoi tifosi. Difendiamo i diritti umani, i valori“, ha continuato, per poi aggiungere che il Mondiale qatariota sarebbe stato utile per cancellare i pregiudizi tra culture. “Aspetterò fino alla fine per apprezzare questa Coppa del Mondo, ma il potere di trasformazione e l’eredità di questa Coppa del Mondo sta nel fatto che molte persone sono venute in Qatar per scoprirlo e hanno scoperto il mondo arabo. Allo stesso tempo, i qatarioti e i sauditi hanno accolto molti fan da tutto il mondo e si sono preparati ad accogliere il mondo. Hanno aperto le loro case e il loro paese per accogliere il mondo. Questa è l’eredità. Hanno scoperto che ciò che si pensava e quello che è stato detto non è vero“.
Per quanto riguarda gli operai deceduti nella costruzione degli stadi che hanno ospitato le partite, ha proseguito, le cifre non sono reali: “Ogni morte è una tragedia per tutti. Una morte è sempre una disgrazia. Le cifre sugli operai nella costruzione degli stadi non sono reali. Quando si parla di cifre bisogna essere molto precisi per evitare di generare l’immagine di qualcosa che in la realtà è un’altra. Devi prestare attenzione a come presentiamo queste cifre. Chiunque muoia è una tragedia e cosa possiamo fare per proteggere e migliorare la salute dei lavoratori lo abbiamo fatto”.
Infantino ha poi elogiato il Marocco giunto in semifinale, ritenendolo “un’eredità per il calcio africano e mondiale“, per poi annunciare che la nazione nordafricana ospiterà il Mondiale per club, in programma dall'1 all'11 febbraio 2023. Inoltre, quest'ultima competizione, a partire dal 2025, sarà aperta a 32 squadre, e avrà un formato analogo a quello dei Campionati nazionali.
Per quanto riguarda i Mondiali del 2026 che si svolgeranno negli Stati Uniti, in Messico e in Canada, ha concluso Infantino, è ancora in fase di studio la formula che sarà attuata: “Dopo aver visto il successo di questa fase a gironi con gruppi di quattro squadre, dobbiamo rivedere il formato per il 2026. Sedici gruppi di tre o 12 gironi da quattro per la Coppa del Mondo 2026? Bisogna vedere qual è la formula migliore. Siamo sempre aperti a migliorare”.
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